Strega

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Disegno di Carlo Becattini – 1999

T’ho immaginata e cantata
molte volte nella mia
vita d’amor cortese.

Più fulgida e preziosa
dell’oro che ti adornava
strizzavo gli occhi per
proteggerli dal tuo riverbero.

Quando finalmente
ti ho vista in tutto il
tuo splendore
eri vecchia di ferro e
ruggine e ti chiamavo
strega.

Carlo Becattini ©

La stanza dei morti

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Disegno di Carlo Becattini – 1999

La fioca luce riverbera
sul tuo volto di bambino,
l’ombra trova posto nella
parete, sopra i quadri
dei tuoi avi e li
sovrasti silenzioso.
Pensieri di solitudine
incomprensione e
abbandono scivolano
via tra un sussurro e
gli occhi umidi di vecchiaia.

La memoria è un
lumicino lontano rivolto
all’adolescenza che colma
il vuoto di tutta la vita
lo sguardo vuoto ma attento
passa sui volti antichi
e si sofferma sugli
affetti cari, poche foto
sul piccolo tavolino intarsiato
che ha vissuto con te nella
casa di tuo padre.
La giovane ragazza fugge via
dal topolino, arrampicandosi
sul lampioncino di marmo
che accendi ed è come
attizzare un lumicino.

Ecco apparire allora i volti
cari, la mamma, i fratelli,
sempre con te da sempre
ma andati via da anni,
anche quello che non hai
mai conosciuto, quel bambino
che porta il tuo nome.
Chissà cosa ti passa per
la testa … poi lentamente
ti volti verso l’uscita
e te ne vai, chiudendo per
una volta ancora la porta
della “stanza dei morti ”
come la chiami con affetto
e dolore.

Carlo Becattini ©

Un regalo per te

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Disegno di Carlo Becattini – 1999

Un regalo per te
una scatola piena di parole
da estrarre
da combinare come tasselli
seguendo il tuo istinto
secondo il loro volere.

Qui c’è tutto quello
che non ti ho mai detto
e tutto ciò che già sai
basta volerlo vedere
basta saperlo leggere
e la magia delle parole
si rinnova.

Carlo Becattini ©

Ultimo dei sapienti

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Disegno di Carlo Becattini – 1999

Ultimo dei sapienti
alzi il gomito con
gesto ieratico nel
tuo rituale del
bere l’offerta alla
divinità superiore.

Ultimo dei sapienti
hai potuto guardare
lontano nel futuro
dell’uomo ed ora
sai che non potrai
più smettere di
accettare le offerte
né di consumarle.

Ultimo dei sapienti
ti hanno trovato
stamani riverso a terra
sul freddo marmo
della stazione stretto
alle tue poche cose.

Come tutte le mattine
ti sono passato davanti
ma questa non hai
sorriso col vuoto dei
denti e non hai chiesto
allungando la mano
l’offerta agli Dei.

Carlo Becattini ©

Venere

Tutte le te incontrate
per niente
emozioni e cuori in
subbuglio solo per
disperdervi nel ricordo.

Tutto questo per mera
esperienza forse è
costato troppo caro.
Giocare con i sentimenti
non giova se non a chi
di sentimenti si ciba.
Roba da cannibali.

Ed io, povero animalino
inesperto giocavo a fare
l’amante della passione
dipingendomi da desiderio
e tutte voi la mia Venere
che ogni volta si mostrava
sulla conchiglia.

Carlo Becattini ©

Atena

Meno male che ho te
divinità antica a proteggere
le porte interiori
del mio accesso segreto.

In questo mondo senza
divinità ti ho trovata
smarrita e mendicante
in cerca di una esistenza
e di una ragione alla stessa.

Eccomi a te mia Dea
degli antichi, nudo e
perso come quando nacqui
perché tu mi protegga
dalla vita che mi ha preso
senza chiedere il permesso
e mi usa sbatacchiandomi
nella realtà e nella natura
orribile e crudele.

Non ero fatto per venire
al mondo,
almeno in questo.

Carlo Becattini ©

Il lamento dei morti

Sono vivi
li sento sussurrare parole
difficili da ascoltare
come frasi senza senso
dette solo per farsi amare.

Sono tutti vivi e sono qui
in ogni dove,
fuori e dentro di me
ed io so bene cosa vogliono
perché sto morendo
immerso in questo straziante
lago di anime vissute.

Erano tutti morti
ed ora sono vivi e chiamano
e reclamano attenzione col
loro continuo lamento
che pare un canto muto.

La storia ha un peso enorme
e la voce dei morti è vita
per loro, sofferenza per me.

Carlo Becattini ©

Sono stato

Sono stato un medium
evocavo entità ultraterrene
amori disperati che mi
hanno insegnato a vedere
nel buio il nulla di cui
erano costituiti.

Sono stato un mago
la mia magia era
arte multiforme
ho acceso bracieri, luci
eterne, amori perduti
ho vissuto di magia e
per lei sono perito.

Sono stato un poeta
maledetto sempre conteso
tra la vita e la morte
l’inizio e la fine
l’alfa e l’omega
la morte e l’amore.

Sono stato uomo, infine,
sentivo come un medium
mago e poeta, scrittore
di me stesso e di colui
che nella mia anima alberga.

Di tutti quanti i miei stati
di esistenza pare sia rimasto
solo l’umile poeta ad abitare
in questo corpo in disuso,
l’unico capace di consolare
l’ombra silente che in me piange
e si dispera di non aver voce
nel mondo dei vivi.

Solo la poesia lo rende felice
solo la poesia mi rende felice
l’unica lingua che conosciamo
per sentirci unici nella persona.

Carlo Becattini ©