Delusione

Mi avete deluso poeti,
scrittori da quattro soldi,
filosofi arroganti,
eccelsi acculturati,
ninfomani ed amanti
arrapati,
vuoti, miseri e perduti.

Mi avete deluso tutti quanti,
quel che cerco non è fama
o gloria
ma possibilità di dialogo,
di comprensione,
di critica seria
e costruttiva
al posto delle stelline
che nel buio del cielo
ce n’è già tante e
non brillano nemmeno.

Carlo Becattini ©

L’opposto

Esiste l’opposto di
un bacio?
Certo che esiste,
è quando dovresti
baciare
e non lo fai,
è quando il desiderio
si fa forte
da non superare
l’intraprendenza,
da stare così
male come
l’orgasmo mancato
e con la testa che gira
e lo stomaco disastrato
io
quel bacio
non te l’ho mai dato.

Carlo Becattini ©

Del non-amore

Vorrei parlare di non amore,
non esiste la parola adatta,
non è neppure odio,
né ogni altra parola
o combinazione di esse
estremamente orribili a dirsi.

Semplicemente non amore,
un sentimento di indifferenza
verso tutto ciò che potrebbe
essere amore.

Vorrei essere libero di amare
con il distacco del non amore,
evitare il languido languire
che offusca l’anima e cede
il passo alla commiserazione.

Vorrei riuscire a non provare
più alcun sentimento,
per scordare la sofferenza
interiore, sorella e compagna
di una vita dedicata all’amore.

Carlo Becattini ©

La poesia è morta

La poesia è morta sulle
distese rosse dei campi
di papaveri,
tra le lenzuola sgualcite
e sporche di briciole
di parole sdolcinate,
nell’amore incondizionato
e fine a se stesso,
nella nube bianca
che si muove lenta,
che si trasforma in tempesta,
divinità infuriata.
La poesia è morta su
queste pagine, disilluse
per non trovare mai la via.

Carlo Becattini ©

Anime in pena

E così la ricerca
della vanità mi ha
già stancato.
Ho aperto le porte
di un mondo di
cristallo e castelli
di parole campate
in aria nate dall’anima
delle umane passioni,
delle umane sofferenze.

Persone sole e chiuse
in se stesse torreggiano
tra le vie della città
virtuale che solo gli uomini
potevano costruire,
che neanche Dio poteva
immaginare
o forse è stato il primo
a lodare se stesso,
redimendo gli uomini.

Anime in pena si
raccontano falsamente
solo cose belle, il
male non esiste è
bandito da quel luogo
in cui regna solo amore,
sesso e desiderio sfrenato
di gloria infinita.

Anch’io, ingenuo, mi sono
lasciato trascinare in
quel gioco perverso di dare
per avere, quando come
tutti avrei voluto avere
onori senza darne ad alcuno.

Solo così si è grandi
nel mondo dei poeti.

Carlo Becattini ©

Questa notte

Bella è questa notte
con la camicia corta
mostra le gambe
sotto è nuda.

Dio, quanto è bella
questa notte di stelle
la luna piena che riluce
silente e discinta.

La sento sulla pelle
la voglio amare
allungo le mani
per afferrarla…

…è come tenerti il volto
tu che ti abbandoni
gli occhi socchiusi
mi baci.

Ma quanto è bella
questa notte di luna ignuda
che si bagna di rugiada
di umidità mattutina

che viene mentre vado.

Carlo Becattini ©

Il dubbio

Certamente questa è
terra di morti che
vivono d’illusione,
d’essere ancora vivi,
ma non hanno la
minima idea di cosa
sia fare poesia.

O non si fanno capire,
o non hanno niente da dire,
giocano con le parole e
la musica, rimpallandosi
il vuoto che li costituisce.
Che ci faccio qui?

Carlo Becattini ©

La piuma

Vana la speranza gronda
tra le lettere delle sue
parole occulte il senso
che non ha mai avuto.

Cola vischiosa come
sangue rigando la vita
fino a terra raggrumata.
Cosa dovrei fare?

Strapparmi una piuma
dall’ala e farla volare
finalmente libera
o precipitare al suolo
e morire liberando
tutte le piume del
mio manto dalla
innata sottomissione?

Ancora volo,
anche senza una piuma,
per me non ha fatto
differenza alcuna
ma per la piuma
è stato tutto.

Carlo Becattini ©