Tre streghe

Come il numero magico
tre son le streghe che
m’han tracciato il cammino:
– il tempo, che tutto porta via con se;
– la paura, che tutto immobilizza;
– l’amore, che tutto illude e sfigura.

Son richiuso nel magico cerchio,
sono l’uno e le streghe stanno
equidistanti nel cerchio,
il rito magico ha inizio,
dalla mia l’amore,
il tempo,
la paura.

Ed in quel cerchio
passerò tutta la vita.

Carlo Becattini ©

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La vita eterna

Vorrei intingere il pennello
nella notte perenne,
pitturare la luna di nero
per cancellarla dalla vista
degli uomini.

Vorrei spruzzare la stessa tinta
su ogni stella visibile,
per cancellarle dai sogni
degli uomini.

Vorrei che la notte fosse nera,
buia, oscura come la morte,
per ricordare agli uomini
che la vita non è bella,
che non esiste un sogno
né il romanticismo dell’amore.

Qui ogni giorno è una guerra
per la sopravvivenza dove
i deboli soccombono per primi,
seguiti a ruota da tutti
gli altri.

Peggior incubo non esiste
se non la promessa
di una vita eterna.

Carlo Becattini ©

Tra le spighe

Sdraiati tra le spighe
la testa al lago
i tuoi capelli d’oro e di sole
poi la notte
le stelle l’amore
i piedi al lago
ti conosco appena
quale miglior modo
per conoscerci meglio
che presentare le nostre intimità
definite dall’abbronzatura
intonse di colore
bianche come il latte.
Sdraiati tra le spighe
il culo al lago
facciamo ginnastica
aspettando l’alba
ci accontentiamo di così poco
che siamo felici.

Carlo Becattini ©

Quando ero vivo

Quando ero vivo
ti pensavo continuamente,
ero folle d’amore e di te,
già, quando ero vivo
ero anche giovane,
tutto era esperienza,
crescita, condivisione,
poi tutto è cambiato
con le situazioni
che si accartocciano su se stesse,
con le parole nascoste
che feriscono,
con la lontananza
ed il silenzio che semina oblio.

Quando ero vivo
a settembre cominciava la festa,
ci riempivamo la pancia,
gli occhi, il cuore
con la nostra presenza,
arrivi, partenze, abbracci,
tante scene vissute
e rivissute all’infinito
senza mai annoiarci.

Il bel settembre complice
adesso non c’è più,
rimane il mese,
il suo nome
che voglio scandire
ancora una volta
per ricordarmi di te.

Carlo Becattini ©

La biblioteca

Bella
di damascate stoffe
riccamente vestita
nella penombra
la biblioteca riposa.

Odora di legno
di carte e polvere
respirarla m’inebria
e m’apre porte impensate.

In bilico
tra il presente ed il passato
brividi di vertigine
per quelle parole da svelare.

Il profumo mi porta via
ragazzino sfoglio le pagine
con cura e reverenziale timore
annuso lungo la costola
l’odore del tempo.

Sprofondo in poltrona
e guardando gli scaffali
m’addormento tra le sue braccia
amorevoli
lei sa che condividiamo lo
stesso amore
e culla il mio sonno come
una madre protettiva.

Vorrei stare così per sempre
sognando d’essere un tuo
libro
che giace sullo scaffale
dimenticato.

Un giorno mani amorevoli
mi apriranno per darmi vita
ed io sarò pronto
ad assolvere il mio compito.

Carlo Becattini ©

Settembre

Settembre,
carezza di un tempo,
freschezza,
visitatore o viandante
di colei che passa,
un istante di eternità
custodito nell’anima
e da essa inscindibile,
sei sempre qui,
come quella carezza
del venticello mattutino
che soffia sul sole radente,
quasi malato,
dall’estate guarito,
e mi appresto a vederti arrossire
come le foglie tarde,
ed in quel timido colore
perdermi ancora una volta,
come ogni anno ricorre
il mio cuore sentimentale.

Carlo Becattini ©

Come un tempo

Tornerà l’umanità
come un tempo
a coltivare la tradizione
e tramandare di generazione
in generazione le
caratteristiche dell’appartenenza
alla propria discendenza.

Si erigeranno nuovi confini,
torneranno le frontiere,
la globalità è un sogno
di un folle,
l’utopia non è ragione,
gli uomini sono differenti
e tali vogliono restare.

Carlo Becattini ©