Fantasmi

(1974 – n° 131)

E’ l’ora

in cui i fantasmi

tornano al presente,

pensando che

anche loro sono vissuti.

Nostalgia forse?

Ritorno alle origini.

© Carlo Becattini
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Strisciando

(1973 – n° 130)

Il verme è quell’animale
che assomiglia all’uomo.

L’unica cosa in cui lo eguaglia
è il cervello.

© Carlo Becattini
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Nebbie

(1973 – n° 128)

Strane nebbie colme di mistero
assorbono la mia esistenza

Sempre chiedono dove andrò
ma ciò io non so

Un vento ha rubato la mia nebbia
scoperto sono rimasto

La mia esistenza
dove va?

A rincorrer la nebbia nascosta dal vento
in onore di ciò che non saprò

© Carlo Becattini
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Fiore bianco

(1973 – n° 127)

Un piccolo fiore bianco
è nato dalla terra di un campo bruciato.

Scura, la nube lo ha ucciso
impedendogli di vedere la luce del sole.

Campo maledetto
vendetta i fiori chiederanno per te.

Un campo di fiori è nato.

La nube dal sole si è allontanata.

Milioni di fiori bianchi
cantano in coro la loro vendetta
porgendo in alto le foglie
come a chiedere perdono.

© Carlo Becattini
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L’attesa

(1973 – n° 125)

Cos’è quel brusio che viene da lassù?

Forse l’aquila ch’è tornata al suo nido
o il pianto di un bimbo che persa ha la
strada del ritorno?

Il vento che soffia tra le foglie secche
dei platani
o il lento fuggire delle rondini verso
caldi lidi?

Il ritmico movimento del cuore
o l’affrettato passo di chi ha fretta?

E’ il pensiero di chi è in ansia
ed attende che giunga felice l’ora.

© Carlo Becattini
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I primi sprazzi di pioggia

(1973 – n° 122)

Dalla finestra, gelido il vento
a coprire il volto

L’estate è andata,
lasciandosi alle spalle solo tristezza e solitudine

Anche i fiori sono fuggiti
con la paura dell’inverno che arriva

Spogliandosi, gli alberi
si proteggono dal freddo

Tutti sono andati,
cambiati, trasformati

Sgombro è il cielo degli uccelli,
siamo rimasti solo noi

Il lontano abbaiare di un cane
fa immaginare quanto sia grande
l’immenso che abbiamo di fronte

I primi sprazzi di pioggia bagnano la terra
e tutto cancellano.

© Carlo Becattini
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