Se fossimo cani

Costellazioni 060317 col
Disegno personale – Costellazioni – 2017 – Tecnica mista: inchiostro su carta, colore virtuale

(6 maggio 1997 – n° 884)

Se fossimo cani,
per conoscerci meglio
ci annuseremo il culo.

Se fossimo cani,
la coda ci creerebbe
dei problemi.

© Carlo Becattini

Aironesse

Venere 181218 col
Disegno personale – Venere – 2018 – Tecnica mista: inchiostro su carta, colore virtuale

(6 maggio 1997 – n° 883)

L’acqua poco sopra le caviglie
nascondeva piedi affusolati
dai quali s’innalzavano gambe tornite
slanciate verso l’alto a sostenere corpi rosati.

Nude, le femmine di airone
passavano ore su una gamba sola
mostrando prorompenti seni avvolti
nel folto piumaggio che le copriva in parte.

© Carlo Becattini

Alba

 

Natura 190317 col
Disegno personale – Natura – 2017 – Tecnica mista: inchiostro su carta, colore virtuale

(3 maggio 1997 – n° 882)

Vapori evanescenti s’alzano al cielo,
salgono, carezzando steli e germogli,
avvolgendo tronchi e pietre umide,
gocciolanti brina.

Passa, tra il muschio e la foglia,
la cristallina goccia mattutina,
scivola sul filo d’erba fino alla radice,
preda della gravità che la costringe al suolo.

© Carlo Becattini

Terra bruna

 

Ricordo 0517 col
Disegno personale – Ricordo – 2017 – Tecnica mista: inchiostro su carta, colore virtuale

(2 maggio 1997 – n° 881)

Chiuso al riparo,
il calore dei ceppi arsi
mi arrossa il viso,
ed il loro scoppiettare
si riflette sul vetro
attraverso il quale osservo
il tuo lento spogliarello.

Ogni giorno sempre più nuda,
sempre più esposta.

Senza pudore cadono foglie
coprendo zolle brune:
pelle abbronzata
di una stagione conclusa.

Nuda
ti laverai di pioggia
ti coprirai di neve.

© Carlo Becattini

Sul tuo corpo

 

Immobile Ignobile 160417 col
Disegno personale – Senza titolo – 2017 – Tecnica mista: inchiostro su carta, colore virtuale

(2 maggio 1997 – n° 880)

Eri terra fertile
e m’infiggevo in te con piacere.
Il vomere tracciava il solco,
divaricandoti.
Ti aravo.

Spingevo con sudore e fatica,
lasciando alle mie spalle
lunghe tracce parallele,
infinite.
Quanto ti aravo.

Terra umida di brina, feconda,
spargevo semenza sul tuo corpo
penetrando nei solchi,
in ogni fessura,
colmandoti.

Fertile terra mia
ti lavoravo e forgiavo
seguendo il mio volere,
ma agivo in tutto e per tutto
secondo le tue aspettative.

Era un rapporto jerogamatico
ed ogni anno tornavo
a tracciare sul tuo corpo
gli incomprensibili geroglifici
della vita.

Ogni volta, come la prima volta,
ed il vomere lucente
penetrava in te,
guidato dal mio corpo,
trascinato dal mio amore.

Aspettavo,
contando giorni e mesi,
vedevo i figli crescere,
verdi, rigogliosi,
a coprirti tutta,
disegnandoti addosso
abiti multicolori
ed in me un dubbio:
erano i nostri figli
o solo estensioni del tuo corpo?

© Carlo Becattini

Sulla cresta dell’onda

Triade 2018 col
Disegno personale – Senza titolo – 2018 – Tecnica mista: inchiostro su carta, colore virtuale

(2 maggio 1997 – n° 879)

Ho dato un calcio in culo
ai ricordi barocchi,
ho calpestato i desideri
vivendo di balocchi.

Ho dato un calcio in culo
all’aria che mi circonda,
ho aspirato i miasmi
schizzando sulla cresta dell’onda.

© Carlo Becattini

Ma come sono bravi

Onda 060317 col
Disegno personale – L’onda – 2017 – Tecnica mista: inchiostro su carta, colore virtuale

(30 aprile 1997 – n° 878)

Sono bravi nello scambiarsi la saliva,
artisti sublimi nell’unire le labbra
per gustare la sensazione tattile
data dai movimenti delle lingue
costrette nelle bocche accostate.

Oh, si che sono bravi
nel loro incedere elegante,
partecipi della progressione esaltante
che gli sconvolgerà le membra
nell’attivazione della totalità dei sensi.

Coscienziosi nella gestione delle reciproche terminazioni
si cercano carezzevoli con il gusto e con il tatto
ascoltando il silenzio dello struggimento e
percependo con distaccato interesse
l’auto lubrificazione interiore in atto.

Ma come sono bravi!

Ma non sanno di non essere più padroni
di se stessi, ignorano che i loro corpi
tramano l’inganno attraverso
potenti scariche di sensazioni nervose
rendendoli incapaci di ragionare.

Ora, per loro, tutto l’universo risiede
nella biforcazione degli arti inferiori
e non più capaci di guidare i propri corpi
da essi si lasciano trascinare e coinvolgere.

Sono veramente bravi!

Tra poco scopriranno di poter riacquistare
tutte le loro facoltà stravolte dall’azione
quando l’avvolgente calore interno di lei
palpiterà contraendosi attorno al duro
calore esterno di lui che fremerà pulsante
nell’ultimo tentativo di sprofondare
totalmente nella cavità che lo accoglie.

© Carlo Becattini

Uomini e Donne

Medusa 040219 col
Disegno personale – Senza titolo – 2019 – Tecnica mista: inchiostro su carta, colore virtuale

(30 aprile 1997 – n° 877)

Uomini dal ventre obeso,
coperti da diradante peluria,
appesi alla loro virilità
ostentano con piacere
la loro parte migliore,
compiacenti della propria nudità.

S’incontrano con donne.

Donne dal ventre obeso
pulite e rasate da ogni peluria,
costrette nella loro femminilità,
ostentano con piacere
il proprio centro gravitazionale,
le loro parti migliori:
anse e curve,
promontori e pianure,
valli e colline,
compiaciute della loro nudità.

Uniscono i loro corpi schiacciandosi
reciprocamente i ventri obesi,
trasformando colline in pianure,
colmando anse e valli,
cullandosi al ritmico dondolio
dell’attesa,
fondendo virilità e femminilità,
ostentando il piacere che solo
le loro parti migliori sanno donare,
compiaciuti della loro esteriorità.

Uniscono i propri corpi
mescolando ogni secrezione,
ogni azione e reazione,
unificando il respiro e la gioia
particolare che solo questi
momenti gli sanno donare.

© Carlo Becattini

Escremenzialità

Idea 0417 col
Disegno personale – Senza titolo – 2017 – Tecnica mista: inchiostro su carta, colore virtuale

(30 aprile 1997 – n° 876)

Avventati avventori avventano ventagli
per sventagliare l’opprimente calura.

Calano nelle calli calpestate
da piedi calzati in calzature calde
avvolgenti arti sudaticci
maleodoranti e dolenti.

Corpi in movimento
mandrie in spostamento
moltitudini variopinte
specie estinte.

Trasudazioni dovute a traspirazioni
e bevute, impregnano gli abiti
di sali e latrine di orina,
scaricata con piacere da
vesciche stracolme ed oppresse.

Esseri colmi di escremenzialità
sorreggono menti colme di
esistenzialità
e nella demenzialità di un
siffatto sistema, fingono
ed ostentano pulizia ed eleganza,
distacco e superiorità.

Ma come potrà mai essere
un mondo popolato da gente
costretta a piegarsi sulle ginocchia
per espellere con sollievo il
marciume che hanno dentro,
per accumulare montagne di
escrementi nella loro effimera
esistenza.

© Carlo Becattini

Infinitudine

 

Discinta 091218 col
Disegno personale – Discinta – 2018 – Tecnica mista: inchiostro su carta, colore virtuale

(24 aprile 1997 – n° 875)

Intimamente scolpito
all’interno del tempo,
dentro un corpo
carico di sentimento,
accarezzo un’idea.

E mi esalto a quel tocco
così etereo, impalpabile.

Impalmare un’idea,
questo ci farà crescere,
mi farà ritrovare,
mi svuoterà il corpo
colmandomi il membro,
si farà glande e pulserà
carico di vita propria.

Grande, come il cosmico
amplesso che mi coinvolgerà.

Sarà un’animazione sospesa,
un cartone animato,
un animale braccato,
una breccia nel muro,
un muro sbrecciato.

Il calcolo infinitesimale
ci renderà sorprendentemente piccoli
e nella nostra infinitudine
saremo infinitamente grandi.

© Carlo Becattini