Evocarti

Ero il polpastrello sul
tabellone
tu il fantasma sulle
scale
scivolavo tra le lettere
formando parole
mentre in sogno mi cercavi
per sconvolgermi i sensi
sussurrandomi la vita.

Intuivo i tuoi contorni
nell’oscurità della candela
e gioivo per la tua bellezza
per la mia fortuna.

Ti evocavo nella profondità
oscura della notte
e ti manifestavi eterea
ed inconsistente come la
tua gioventù sfumata via.

Carlo Becattini ©

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