La stanza dei morti

2017-03-26_004
Disegno di Carlo Becattini – 1999

La fioca luce riverbera
sul tuo volto di bambino,
l’ombra trova posto nella
parete, sopra i quadri
dei tuoi avi e li
sovrasti silenzioso.
Pensieri di solitudine
incomprensione e
abbandono scivolano
via tra un sussurro e
gli occhi umidi di vecchiaia.

La memoria è un
lumicino lontano rivolto
all’adolescenza che colma
il vuoto di tutta la vita
lo sguardo vuoto ma attento
passa sui volti antichi
e si sofferma sugli
affetti cari, poche foto
sul piccolo tavolino intarsiato
che ha vissuto con te nella
casa di tuo padre.
La giovane ragazza fugge via
dal topolino, arrampicandosi
sul lampioncino di marmo
che accendi ed è come
attizzare un lumicino.

Ecco apparire allora i volti
cari, la mamma, i fratelli,
sempre con te da sempre
ma andati via da anni,
anche quello che non hai
mai conosciuto, quel bambino
che porta il tuo nome.
Chissà cosa ti passa per
la testa … poi lentamente
ti volti verso l’uscita
e te ne vai, chiudendo per
una volta ancora la porta
della “stanza dei morti ”
come la chiami con affetto
e dolore.

Carlo Becattini ©

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