Sul marciapiede

Dormivo sul marciapiede,
sul cartone della scatola,
sotto la plastica della coperta.
Sai, proprio lì, vicino
all’angolino riparato
nei pressi della ferrovia,
ricordi quanto mi
hai giudicato e condannato
per il mio aspetto o
alla peggio il mio odore,
puzzo di strada e di libertà,
bisogno e abbandono,
per me non c’è posto
in questa società ed è
per questo che sono
andato via.

Stamani non c’ero e
tu mi hai cercato
sul nero asfalto,
nell’angolino riparato
hai visto il mio letto,
la coperta disfatta
gettata da una parte,
lungo il cartone
la gora dell’urina,
sai non m’alzo mai
dal letto per farla.

Hai visto anche i
due spazzini gettare
disinfettante e raschiare
dall’asfalto l’impronta
della mia presenza,
quella sagoma bianca
tracciata col gesso tra
la vita perduta e
l’oscurità bituminosa.

Carlo Becattini ©

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