Orizzonte verticale

Orizzonti verticali istigano il poeta
alla violenza verbale
scialbe sciatte linee verticali parallele
uniscono la terra al cielo
l’uomo a Dio se mai Dio esiste
il poeta si commuove difronte al fiore
appassito perché conosce il valore della vita
sa cos’è la sofferenza
squarci interiori lacerano la tela
dell’anima insieme alle carni
mescolando spiritualità e fisicità ma
questo sono gli uomini, tutti poeti
se non smarriscono la via dietro
fama successo denaro e bella vita
perché il bello nasce dalla sofferenza
e non tutti son disposti a barattare
la propria vita per parole magiche da
declamare a chi solitamente ne travisa
il senso.
Il poeta è per sempre incompreso
eternamente fragile ma al contempo
forte come si è forti in natura
per la sopravvivenza.
Ancora l’orizzonte verticale tornerà
ad infastidire il poeta che vorrebbe
sprofondare col sole al tramonto
nella notte scura per ritrovare se stesso
e risorgere ogni mattino nella scia
dell’alba rigeneratrice
rette parallele dalla terra al cielo
sono per tutti una prigione.

Carlo Becattini ©

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