La nascita del seme

Dilaniato dalla trasformazione
mi completo crescendo
infilandomi strisciante
tra gli interstizi della terra.

In ogni direzione mi espando
sono appena nato e già so
cosa è in alto e cosa in basso
riprendendo la mia natura interrotta.

Forse in me giace il ricordo
incosciente della provenienza
ma non devo imparare
perché ho già tutto il sapere.

Di prepotenza spingo con le spalle
forti ad aprire un varco vitale
il buio non mi spaventa
è qui che mi realizzo.

Mentre salgo contemporaneamente scendo
infilo le mie braccia dappertutto
e nel lento movimento nuoto
in ogni direzione e salgo.

Si crepa la terra ora fragile
urlo che mi separa dall’esistenza
non c’è lo sforzo finale
il taglio del traguardo e l’esultanza.

Nel mio silenzio tempo astratto
premo spingo e mi affaccio
nell’altra dimensione mentre
il calore del sole m’irradia.

Ecco, son giunto, lentamente
mi srotolo e distribuisco le forze
la posizione eretta è l’ultima
stazione del mio calvario.

Carlo Becattini ©

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