Mattina presto, partenza

V

L’Aurelia è deserta, ci sono solo io. Il sole ancora non è sorto da dietro il Monte Gàbberi e le Apuane, mi guardo attorno ed è uno spettacolo magnifico … me lo sono goduto per tutto il tragitto fino a Firenze, tanto ero praticamente da solo. L’ingresso dell’autostrada m’inghiotte, il sole proietta la propria luce da dietro i monti verso l’alto, annunciandosi. Alla mia sinistra monti sfregiati dalle mani dell’uomo, cave e case abbandonate di cui la natura si sta riappropriando … dentro una casa … dentro una casa intera un enorme albero sporge dal tetto ormai inesistente, tutto è abbandonato da tempo, i vetri delle finestre sono rotti, le porte aperte, rimane solo la pietra da costruzione rivestita di rovi e circondata da alberi. Alla mia destra strati progressivi di lingue d’acqua luccicanti si allontanano fino al mare … che bella vista panoramica, il lago di Massaciuccoli, il mare, poi improvvisamente entro in galleria, una serie di gallerie, quella più lunga di oltre un chilometro e poi lo spettacolo del sole che, inesistente fino a poco prima, si presenta in tutto il suo splendore, alto nel cielo. Attraverso il vetro vedo che le sue infinite braccia mi cercano e sembrano toccarmi, seguirmi, accompagnarmi nel mio cammino lungo la grande discesa verso Lucca. Vedo i raggi del sole disegnati sul vetro dalla macchina come nel disegno di un bambino, alzo lo sguardo schermato dagli occhiali scuri e guardo il sole aspettandomi di vederlo sorridente con gli occhi e la bocca. Mi acceca. Lascio Lucca alle mie spalle, incrocio stormi di uccelli che rigano il cielo seguendo rotte incomprensibili. Lontano una piccola nuvoletta, piccola piccola, l’unica in tutto quel cielo nitidamente azzurro e smagliante. La guardo attraverso le braccia del sole che ancora non mi lasciano, anzi, due grossi raggi curvano sul parabrezza raggiungendo ognuno le mie mani, mi tocca, lo sento. La piccola nuvoletta sta crescendo, si è fatta più grande ma i suoi contorni si sfaldano nel nulla fino a svanire. Vedo successioni infinite di valli e colline, variazioni di colori, tutte le tonalità del verde, una nebbiolina separa la terra dal cielo, divide il panorama in due, vedo il sotto ed il sopra ma l’insieme riporta alla mente immagini di panorami medievali, torri svettanti dall’alto delle colline, borghi, agglomerati di case costruiti in alto appositamente per sovrastare e tutt’intorno piante e colline. In lontananza Montecatini, arroccata senza più quella enorme gru che ha modificato per anni il profilo del luogo assurgendo a simbolo della città stessa. Mi manca. Ancora strada. Avanti, avanti. A sinistra colline, dietro di me colline, a destra ancora colline … scopro di trovarmi in una vallata circondata da colline simili ad un dragone cinese che balla la sua danza. Il panorama è cambiato, pianura e coltivazioni, la mano dell’uomo è troppo presente, ha modificato il panorama ma la natura spontanea, per non dire selvaggia, è troppo bella al confronto. Pistoia, piante fatte in serie, tutte uguali, dalle forme più assurde che solo la mente umana riesce a concepire … mi rendo conto che lo spettacolo naturale che ha accompagnato questo mio spostamento è finito. Prato … ovest e poi est, sono troppi i richiami al lavoro, vecchio o nuovo che sia, zone da non amare, zone industriali, lavori umani di sudore e sottomissione in una società che illude e sfrutta, dove i pochi governano per tutti gli altri in una strana forma di costrizione chiamata democrazia. Firenze, finalmente a casa … ma questo viaggio mi è proprio piaciuto, l’ho commentato da solo ed in modo poetico per tutto il tempo, avrei dovuto registrarmi perchè ho pronunciato bellissime parole, poi come sempre accade, quando ti siedi al computer per buttarle giù, quel che ne vien fuori è tutta un’altra cosa…

Carlo Becattini

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20 pensieri su “Mattina presto, partenza

  1. il modo migliore per viaggiare, soli e nel silenzio più totale, masticando km si osservano particolari sfuggiti magari dopo molte identiche tratte, e si gusta quella piacevole vocina che viene da dentro. Complimenti per la descrizione e l’annessa foto.Buona domenica Carlo 🙂

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  2. Caro Carlo, mi hai fatto venire in mente quando da Rovereto scendo fino a Ronchi di Massa, dove abita una mia sorella. Le Alpi Apuane, il Monte Sacro (da me salito), il Pisanino, lil Procinto ( anche qui salito in arrampicata), Colonnata col suo lardo, la Cava dei Fantiscritti…E naturalmente mia sorella

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