Come assenzio

Chiudo gli occhi e ti libero,
dolcezza d’animo,
quiete di lago che sciabordi
le acque su floreali coste
innanzi a quei monti
dalle innevate cime,
ti colsi fiore multiforme
e ti adagiasti sul pelo
dell’acqua a corolla aperta
come una ninfea esperta.

I tenui colori, il lieve
profumo, furono assenzio
per i giovani sensi e
mi persi nel buio del
ricordo, nella penombra
di un’anima che vive
dietro le pupille
e ti osserva
e tace.

Carlo Becattini ©

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6 pensieri su “Come assenzio

  1. Sarà che sto respirando proprio in questi giorni l’umore placido del lago, ma hai scritto versi che proprio ora rispecchiano in modo preciso ciò che provo. In realtà coincide col mio modo d’essere più frequente… bellissima dunque questa tua che leggo a pochi metri dalle rive lacustri. Buona giornata Carlo! Straordinaria coincidenza 🙂

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