Viola

Ancora cerchi nel varco
l’antica via che conduce in alto.
I segni del tempo
sono carte da decifrare,
chiazze indelebili,
irrimediabilmente corrotte.
Ancora ti poggi al muro
con i polsi incrociati
mimando un perverso ricordo.
I segni sul muro si confondono
con quelli del tuo corpo
magicamente tatuato.
Figlia di antichi riti e
di grandi passioni
attendi che torni il nostro tempo
ma il ricordo offusca la ragione.
Tutto sfuma
nel camino spento nero fumo
simulacro di un amore contrastato
vissuto mai appagato.
Io sono quel fumo
quel ricordo
il tempo andato
ma la luce dei tuoi occhi
sembra fregarsene di tutto
mentre disegni con lo sguardo
la bella speranza a venire
nel buio della vita.

Carlo Becattini ©

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