Il conforto

Vorrei posare la guancia
contro la tua e stare,
chiudere gli occhi e andare
lontano da questa desolazione.

Tutto va bene o forse no
niente va mai bene.

Quella mano posata sul capo
non pesa, anzi alleggerisce
l’anima anche se l’umore
s’incupisce, da sempre geloso.

Abbracciami e lasciami piangere
fino a liquefarmi, fino a
non poterne più e poi
con gli occhi rossi e la testa
che scoppia, tra la porta
e un mezzo sorriso, andrò.

Carlo Becattini ©

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Il tuo splendore

Strane architetture le tue
che non conoscono rette e piani
ma curve e sfere,
linee morbide, sulle tue coste
scoscese nessuna asperità.

Dimmi chi ti ha costruito,
voglio conoscerlo
per cantarne le lodi.

Il tuo splendore
non dipende da te
ma da me che ti ammiro.

Carlo Becattini ©