Tutti i tuoi sassi

Ricordo i tuoi sassi
quello con le venature rosse
come i tuoi capelli
agitati nel vento
testa di Medusa
a cui nego lo sguardo.

Quello bianco costellato
di pietruzze nere
come la tua schiena
nella penombra
a mostrarne il fondo
e tutti i nei tuoi.

Quello grigio
come il tuo umore
che non incontra il mio
e la svogliata rinuncia
alla passione ferita
da parole taglienti.

Li ricordo tutti i tuoi sassi.

Quello nero
come il lutto per la fine
della storia
che poi non è finita
ma l’abbiamo celebrata tutta
quella cerimonia.

Quello giallo
dalle indefinite sfumature
scheggiato che si vede dentro
come la tua anima
spiata attraverso i tuoi occhi
e sorprenderla impreparata.

Quello verde
come il prato di quel giorno
indimenticato
perché indimenticabile
quando i nostri corpi
giocarono tra loro e con le formiche.

Infine il sasso più grosso
quello liscio, un ciottolo
levigato dall’acqua e dal tempo
del colore di tutti i sassi
quello che in uno scatto d’ira
mi tirasti senza prendermi.

So bene che facevi sul serio
e da quel giorno
non ho più dimenticato
tutti i tuoi sassi
che nel tempo hai scagliato
senza mai cogliermi.

Carlo Becattini ©

Finchè la vita va

Ed ora
non so che fare
vorrei urlare
ed urlerò
nel mare
lontano vicino
fin dove potrò stare
perché
cara mia lo sai
che qui
non si può stare
cado
e mi rialzo
vedo e non vado
corro a sbalzo
come un terrazzo
o la fertile eccitazione
del cazzo
vedi come va
o lo pigli
o lo dai
comunque vada
ci rimetti
vomitando l’anima
piatta come la radura
e non smetti
di pensare che
finché la vita va
l’anima fugge via
e non dura.

Carlo Becattini ©