E’ la fine

(12 agosto 1975 – n° 261)

E’ la fine

ormai tutto sta per finire
non ho più niente
da cantare

in solitudine
osservo stelle nel cielo oscuro
ma le sento troppo lontane

Vorrei amarti

ma tutto sta per finire
non esiste più cielo
sono perduto

Mai più ti rivedrò

siamo un passato inconsistente
una realtà evanescente
ormai tutto sta per finire.

© Carlo Becattini
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Pomeriggio

(luglio 1975 – n° 259)

Fa caldo
membra sudate
sul letto giacciono
di volontà prive.

Disturbata
la forzata quiete
dalla zanzara ignara
che punzecchiando va
il corpo steso.

Cinguettando
piccoli passeri allietano
del pomeriggio il silenzio,
ma incerto sto
in tale purgatorio
se affidarli al bene o maledirli.

Chiudo gli occhi
mi rilasso in abbandono
da vaghi pensieri
a farmi trascinare.

© Carlo Becattini
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Fino all’ultimo respiro

(1975 – n° 257)

Eri bellissima, amore mio,
anche se amore non rimava con ragione
decidemmo d’affidarci al sentimento,
con occhi chiusi, incondizionatamente.

Come due cretini, quel giorno,
ci tuffammo nel fiume
dal quale mai più ne risortimmo.

La corrente ci trascinava via,
l’acqua ci colmava, e noi,
stretti nell’abbraccio consolatore,
chiedemmo aiuto, inutilmente.

Ci tenemmo stretti,
fino al più piccolo respiro,
poi affogammo, col nostro amore.

© Carlo Becattini
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Esecuzione n° 3

(1975 – n° 256)

Rulli di tamburi
all’orizzonte,

cala il sole
sul crinale frastagliato,

sprofonda il bosco
nelle lunghe ombre,

animali stridono,
sbattono ali,
tenebre.

Ci hanno catturati,
trascinati al villaggio,

infine uccisi
durante un rituale ignobile.

© Carlo Becattini
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Lettera (l’amore acido)

(1975 – n° 255)

Cara Ermenegilda,

il mio amore per te
è pari a quello di un topolino
per un pezzo di cacio!
Buono il cacio!

Amore,
penso alla tua forma
e l’idea mi fa schifo.

Vorrei prenderti
a pedate nei denti
anche senza un motivo,
solo per farti allontanare.

Ricordi quell’inverno
quando scivolasti
nel fiume gelato!
Che risate!

Ripenso ai tuoi piedini delicati,
ma quanto m’hai asfissiato.

Il tuo viso bel… bul… but… butterato,
e quelle interminabili scaccolate
da ribrezzo, anche se al chiaro di luna.

Non so se vomitare
o piegarmi alla volontà incontinente
di una scarica diarroica.

Ermenegilda,
sono impaziente di lasciarti,
non voglio più vederti!

Scusami per tutto questo ma
ho pensato al nostro amore…
è orribile!

Sperando in una tua non-risposta,
immensamente ti mando a cacare.
Affogaci!

Mai più tuo,
Agesilao.

© Carlo Becattini
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Lento scivolo

(1975 – n° 253)

Lento scivolo sul pelo del mare,
lontano, nella barca che fatica
a ritornare.

Onde indispettite giocano
spingendomi al largo,
lontano dalla riva.

Attorno mi guardo, solo,
disperato impaurito,
immergo remi nel nemico.

Orizzonte senza terra,
senza orientamento,
senza speranza.

Il sole brucia il corpo,
acqua immobile,
assenza di vento,

solo tu al mio fianco,
Solitudine,
ingrata compagna.

© Carlo Becattini
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Diavoleide

(1975 – n° 252)

Migliaia di diavoli graffiano il nero del cielo,
aria di bruciato e zolfo,
ovunque arde.

Vorrei fuggire, mi respingono.

Vorrei attaccare, mi respingono.

Con disperazione nella mischia,
afferrando arti, code e corna,
lacerando tessuti e membrane,
ti sono vicino per liberarti
dalle fiamme che fanno Inferno.

Gran confusione tra batter d’ali
fumo, urla, fiamme e soffocamento.

Ti raggiungo, ti abbraccio,
fuggiamo via da tutto questo
verso il cielo azzurro,
verso la pace,
con te, Libertà.

© Carlo Becattini
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