Libertà

(1975 – n° 216)

Vagava per i prati
con la vita stretta tra i denti

ascoltava degli animali il richiamo
nell’oscurità della sera

sulle spalle gravavano gli anni
e la chitarra scordata

cantava canzoni per sopravvivere
cantava canzoni per la gente.

Incessantemente in cammino
per luoghi sconfinati come l’anima

sempre lungo una direzione,
sempre nella stessa direzione

vagava trascinandosi sotto il peso delle stelle
nel caldo dell’estate, nel freddo dell’inverno.

Del percorso amava i granelli di polvere
che si depositavano sulle scarpe,

sembravano pagliuzze dorate
e lo facevano sentire ricco.

Non si guardava mai indietro
ma solo avanti, verso la libertà.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

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