Lacrime di sale

(agosto 1975 – n° 262)

Il bosco si è seccato,
sei andata via,
il dono si è strappato,
lacerato il nostro amore.

La capanna non c’è più,
solo un palazzo bianco,
guardo oltre il mare
fagocitare il sole.

Osservo l’acqua, lento ondeggiare,
chino su di me a piangere,
a sentire le lacrime andare
e cadere sulla sabbia, silenti.

Un cane si è avvicinato,
il cane mi ha scodinzolato,
l’ho riconosciuto ma non ricambiato,
solo carezzato sulla testa, un po’.

Il cane faceva le feste,
cercava le mani per leccarle
e con le mani dietro la schiena
ho cominciato a parlare di te.

Ma lui non capiva,
voleva solo leccarmi,
poi una voce lo ha chiamato
e con un balzo è corso via.

Sono rimasto da solo,
sulla riva del mare,
tra l’orizzonte ed il palazzo
a leccare le mie lacrime di sale.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

4 pensieri su “Lacrime di sale

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