Passito fiore

(4 aprile 1976 – n° 298)

Com’era bello quel fiore appassito,
corpo morto al limitare stradale,
la pelle cadente, il corpo svestito,
portato via con dolcezza per non fargli del male.

La ricordo vecchia, stridula la voce,
mani adunche e sguardo torvo,
niente chiedeva, solo un po’ di pace,
starsene al caldo nella veste logora color corvo.

Cercava compassione e poca sussistenza,
ma, sfortunato fiore sull’asfalto si seccava,
anelando una parola, un sorriso, una carezza,
un passante che genuflesso su di lei l’anima sua lavava.

Carlo Becattini
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