Notturno

(25 luglio 1976 – n° 345)

La sigaretta è alla fine,
luccica nel buio,
steso sul letto penso a te,
al nostro incontro,
per un attimo uniti,
poi come dadi giocati dal destino
fatti ruzzolare sul tavolo della vita,
e dispersi in un attimo.

Assaporo il tuo vuoto,
vedo le strade incrociarsi,
le sento allontanarsi,
avverto che non posso seguirti,
credo nel destino,
un giorno ti ritroverò
perché così è stabilito.

Anche se adesso sono triste dentro,
anche se non so se ciò è bene,
se ciò è male,
se tutto veramente è già stato scritto,
ho la certezza che ritornerai.

Ti immagino nel tuo letto,
adesso,
camicia da notte e pieghe di lenzuola,
candore e oscurità,
capelli sparsi sul cuscino,
pelle rilassata nel riposo,
sguardo dolce.

Dormi
che io fumo
Dormi
che io dormo
Dormi
che io ti penso
Dormi
che io ti ricordo
Dormi
che io scrivo
Dormi
che io piango
Dormi
che io rido
Dormi
che io canto
Dormi
che io spero…

© Carlo Becattini
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In fuga

(12 luglio 1976 – n° 344)

Circondato da molti sguardi
cerco di fuggire da questa foresta
di menti umane sempre pronte
a rubare ogni piccola stranezza.

Scappo,
ma non so dove potrò fermarmi,
non so dove potrò adagiare
il mio pensiero.

Lui vaga da molti anni
in cerca di una risposta
alle proprie domande.

Adesso è troppo lontano perché
possa sentirmi.

Se trovate un pensiero vagante
portatelo a me,
che l’ho perduto molto tempo fa.

© Carlo Becattini
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Lui e Lei

(9 luglio 1976 – n° 343)

Lui è innamorato della sua ragazza.
Lei è la sua ragazza.

Lui le parla.
Lei non risponde.

Lei è morta.
Lui è distrutto dal dolore.

Lei si è tagliata le vene.
Lui non ha potuto salvarla.

Lei gli è morta tra le braccia.
Lui si è ucciso per raggiungerla.

Mi piace pensarli abbracciati
in un posto migliore di questo.

© Carlo Becattini
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Sensoriali aspetti

(9 luglio 1976 – n° 341)

Sensoriali aspetti
ci inseguivano un giorno
per le spaziali vie
della morta essenza vitale,
il coraggio di affrontare
un’esplosione cosmica,
il sentirsi scaraventare
nelle tenebre
di sfere cristalline
vive.

Vive l’energia
espandendosi in vitali sentimenti,
i corpi putrefatti si alzano
e ne vengono coinvolti,
nuovamente
assorbono energia
e corrono,
carichi di follia distruttrice,
la follia di distruggere il cosmo.

© Carlo Becattini
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Amandoci

(5 luglio 1976 – n° 339)

Ero rincretinito
e nella mia testa
regnava un gran casino.

Andammo a bere
poi ci fermammo
per strada.

Leticammo
mentre i ceffoni
volavano alti,
mentre le pedate
volavano basse.

Fu verdetto di parità,
tante ne demmo,
tante ricevemmo.

Fu vero amore,
nessun rimpianto.

Ancora oggi amiamo spiarci
nel buio di quella notte
anticipando tutti i nostri colpi.

© Carlo Becattini
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Vaffanculo!

(5 luglio 1976 – n° 338)

Mi hai fatto incazzare,
ti volevo amare,
e mi hai distrutto,
così.

Ti volevo baciare,
e tu,
solo bere
e fumare per te.

Volevo stare solo,
solo con te,
occasione
mancata.

Sono rimasto qui,
a pensare,
di poterti amare,
di poterti avere.

© Carlo Becattini
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