Il nostro abbraccio

Ricordo il nostro abbraccio
sul confine del tempo,
piovevano oscurità e concentrazione
attorno ad un tavolo inesistente,
scandivi le parole lettera per lettera
ed io ricucivo i tuoi strappi
con lunghe strisce di lenzuola
legate alla punta delle nostre lingue.

Infilavi il tuo braccio nel mio sguardo
e con la mano carezzavi l’anima,
leggere le dita in vibrazione
m’inducevano alla commozione,
ridevi di me,
di te,
delle tue mani,
dell’assurda situazione.

Ti abbracciavo, almeno tentavo,
sempre mentre svanivi
per un’altra dimensione,
ed il tuo ricordo rimaneva lì,
sospeso nell’aria e nel tempo
tra la brina e la rugiada
come un respiro estivo
o il soffio dell’inverno.

12 gennaio 2019

© Carlo Becattini
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