Ancora insieme (nonostante tutto)

(9 novembre 1976 – n° 367)

Freddo

Noiose serate

Mattinate e nebbia

Nascosti sorrisi di umane gioie

Vecchi desideri di umane voglie

La diplomazia lavora ancora

ma i suoi frutti muoiono.

© Carlo Becattini
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A te

(9 novembre 1976 – n° 366)

Non so più cosa pensare,
non un ricordo è valido,

tutto ormai è sepolto
da ragnatele e polvere,

vaga il mio pensiero nella stanza,
solitario,
alla ricerca di un angolo nascosto,

un angolo dove la mente
possa riuscire a scordare,

un angolo dove io possa,
finalmente,
vivere la mia vita,
libero da ogni legame col passato.

© Carlo Becattini
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Non posso

(7 novembre 1976 – n° 365)

Per tutto il giorno ti ho aspettata, desiderata,
curioso di rivederti ancora una volta,
per capire il tuo stato d’animo,
che cosa hai dentro.

Ti immaginavo sicura di te,
tronfia della vittoria,
appagata dalla felicità comprata.

La speranza è svanita,
il giorno è trascorso,
monotono,
triste.

Fantasticavo sul conflitto
e la tensione inevitabile,
ma anche sul mistero
dell’incomprensione.

Non sei venuta,
ma ho atteso per tutto il tempo,
forse anche troppo,
sperando l’improbabile.

Utopia è il mio modo di vivere,
probabilmente la mia pazzia,
ma si può considerarsi pazzi
desiderando l’amore?

Sto vivendo di ricordi,
di sensazioni ormai morte,
di sospiri ed abbracci già usati,
e mi ritrovo stupidamente qui,
ad aspettarti,
sapendo che non verrai.

Emozioni sporche di rabbia
mi percorrono,
vorrei dirti che mi fai schifo,
che ti odio,
che ti porto rancore,
ma non sarebbe vero.

Non posso.

© Carlo Becattini
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