Pallida primavera

(13 agosto 1976 – n° 347)

Ma quel giorno,
di quella pallida primavera,
ti rapirono la tua verginità,
in un bosco,
su un letto d’erba.

Volevi essere una donna,
ma eri ancora una bambina
e piangendo fuggisti lontano.

Ora la sua leggenda viene narrata
nelle bettole e per le strade,
e se passi per quel bosco
in una pallida primavera,
potrai ascoltare,
portati dal vento,
gemiti di piacere
e pianti di vergogna.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

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3 pensieri su “Pallida primavera

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