Solo, su questa sedia

(30 dicembre 1976 – n° 378)

Nuovamente sono in compagnia di me stesso
e penso … penso … penso a te che non ci sei,
agli amici ormai lontani, alle strade deserte,
al tempo, all’amore, alla mia voglia di studiare
totalmente svanita.

Forse mi sto rovinando con le mie stesse mani,
ma tutto è illusione,
tutto è utopia vana.

Il suono del pianoforte mi rilassa
vestendomi di angosciosa tristezza,
tutto quanto porta via, disarmandomi.

Son troppo veloci i giorni che passano,
il tempo sfugge dalle mani,
non gli sto dietro, ritrovandomi solo.

Solo,
su questa sedia di un passato presente
ad assistere la malinconia di una vita sprecata.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

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