Il tempo della monotonia

(24 gennaio 1977 – n° 385)

Domani mattina mi sveglierò
per andare dove ogni mattina,
con monotonia, mi conducono
i miei passi.

Sempre gli stessi,
non uno di meno
e sempre in attesa che possa
accadere qualcosa di nuovo.

Alla sera vado a letto
fiducioso nel domani
e speranzoso che possa accadere
qualcosa, in modo da rompere
questa monotonia.

Ma sono quasi diciannove anni
che spero, quanto potrà durare?

© Carlo Becattini
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Rimango solo io

(24 gennaio 1977 – n° 382)

Non so più cosa pensare,
e le parole che ora trovo
sono tristezze da scordare.

Noia,
rimpianto.

Nella mia gioia generale non espressa
mi rodo dentro, corpo e animo
assalito da migliaia di problemi
ed in un triste fuori
osservo l’io di un me interiore
abbattuto
decaduto
sfinito.

Tutto ha perso valore,
i miti, la fede,
la curiosità, le passioni,
tutto ciò che mi riguarda è morto.

Rimango solo io ad osservarmi dentro,
amareggiato e scontento della vita.

© Carlo Becattini
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Decadenza

(24 gennaio 1977 – n° 381)

Decadenza.

I volti,
le parole,
il presente,
tutto fa schifo.

Coltivo odio.

Il passato è morto,
ed in nome dell’amarezza
che qui mi ha lasciato,
a compiangermi e odiarmi
sto.

L’amore esiste davvero
o è favola da ragazzini?

E la felicità dov’è?

C’è mai stata?

© Carlo Becattini
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