Pazzia

(14 giugno 1977 – n° 403)

Si dice che il genio porti alla pazzia.
Se è così, voglio gridarlo
con tutto il fiato:

sono un genio,
anelo alla pazzia,
voglio andare al di là
oltre i limiti della normalità.

Morire d’esaurimento
in una delle tante crisi,
ucciso dal futuro
e dalla paura.

Piangono gli occhi,
afflitto è il cuore,
debole la mente.

Con la realtà mi scontro
nell’urlare la mia libertà
e cado, muoio, stremato.

Rimpiango l’assenza
dell’amore,
della comprensione,
la tua.

La felicità è coscienza,
sarò il mio fine,
sarò me stesso,
finalmente.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

2 pensieri su “Pazzia

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