Ultima cena

(23 aprile 1977 – n° 401)

Non è più
come in ultima cena,
tutti assieme
tra parole e risa.

Ci hanno separati
con la grazia del bimbo
che afferra il frutto
dal materno ramo.

L’amarezza del ricordo è dolorosa
come il malessere interiore
da essa scaturito.

Potrò mai perdonare
le falsità dell’ultima cena,
i tuoi baci di Giuda?

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Unica meta

(18 aprile 1977 – n° 400)

Il passato è già passato,
sono con me,
qui,
nel presente crudele.

Vivo una vita
non come vorrei,
sopravvivo,
lungo il cammino
verso la morte.

Unica meta.

Lentamente si consuma
la sigaretta sul piattino,
di cenere e fumo
la trasformazione,

così io,

lentamente mi consumo
creando sogni evanescenti
e con amarezza ritorno cenere.

Finestra aperta,
corrente d’aria,
cenere a terra,
sparsa

è questa la degna fine?

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Cari amici/che vi scrivo…

… per dirvi che, anche se non mi vedete, ci sono, ed ogni tanto trovo anche la forza per leggervi furtivamente.
Spero di tornare quanto prima a pubblicare le mie poesie ed ad interagire con voi in modo completo.
Purtroppo sopraggiunti problemi di salute pretendono tutta la mia attenzione.

Un abbraccio a tutti voi.

Carlo

2017-04-02.. Fiori secchi

Leggendo

(14 aprile 1977 – n° 399)

Leggendo,
piano piano
la testa ti è scivolata
lungo il cuscino
verso di me
sfiorandomi le gambe,
poi
come una bambina,
rannicchiata in posizione fetale
hai dormito.

Ti osservavo,
curioso di sapere
se stavi pensando o sognando.

Gridavo in silenzio.

Sono rimasto a guardarti
seguendo le linee
del tuo corpo,
del volto,
del torace sospinto dal respiro,
delle braccia racchiuse sul seno,
delle gambe fuori dal divano.

Sono rimasto a guardarti dormire
senza muovere il cuore.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati