Amore e sofferenza

2016-01-19 Paul Émile Chabas - Blonde Nymph
Paul Émile Chabas – Blonde Nymph

(11 ottobre 1980 – n° 507)

E’ così che amo:
amando e soffrendo.

Amo, quando lei è con me,
quando parliamo,
quando usciamo,
quando facciamo l’amore.

Amo quando ci baciamo,
quando ci guardiamo,
quando amo.

Soffro quando lei non c’è,
quando parlo da solo,
quando esco con me stesso,
quando mi guardo,
quando la mando via,
quando la odio.

Soffro quando la amo,
amo quando soffro.

© Carlo Becattini
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Immaturità

 

2016-08-31. Sir Edward Coley Burne-Jones - L'albero del perdono (particolare)
Sir Edward Coley Burne-Jones – L’albero del perdono (particolare)

(6 ottobre 1980 – n° 506)

Penso di non amarti più.
Forse non ti ho mai amata,
mi annoi, parli, parli, e poi
sei così stupidamente innamorata
che ogni tua reazione ad ogni mio gesto
m’impaurisce.

Svanirò piano piano,
in silenzio me ne andrò,
sarò volontariamente irreperibile,
impegnato, e speriamo che tu capisca.

Doveva finire in qualche modo ed è finita così,
come in attimi passati avevo ipotizzato,
ti lascio.

La vita è lunga,
mi dimenticherai,
piangerai, oh si,
lo so che piangerai.

Verserai tante lacrime
che neanche t’immagini,
ma l’hai voluto tu.

Ora che l’io malvagio e crudele
che è in me si è liberato, piangerai,
mi odierai, ed io mi sarò vendicato.

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Il sesso

2015-11-30_a Giulio Aristide Sartorio - La sirena
Giulio Aristide Sartorio – La sirena

(2 ottobre 1980 – n° 503)

Mi sei mancata.
Quanto è che non ci vediamo?

Ti voglio bene.
Anch’io, tanto.

Amore.

La mano scivola,
si insinua.

Le dita trovano.
Anche le labbra si incontrano.

… e più in basso: sesso.

Il Sesso!

Scusa, ma noi facciamo Sesso?

Noi? Noo!
Non lo facciamo mai.

Ah, chissà cosa mi credevo.

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Amici

2015-11-25_a Maximilian Lenz - Sommerlust - 1906
Maximilian Lenz – Sommerlust – 1906

 

(30 settembre 1980 – n° 502)

Problema:
Nel corso della mia vita
ho commesso due grossi errori.

Il primo, involontario,
ho conosciuto un’amica.

Il secondo, volontario,
l’ho fatta conoscere ad un amico.

I due si sono messi insieme
e adesso non li riconosco più.

Soluzione:
Aspettare l’azione del tempo
che tutto risolve e appiana.

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Maturazione

2016-06-13 Raphael Soyer - Consolation - 1959
Raphael Soyer – Consolation – 1959

(9 settembre 1980 – n° 500)

E tu che ti fai forte della tua risata,
tu non sei forte, sei solo un pirata.

Tu che corri, che canti e balli con lei
non sai ancora, domani, chi avrai.

Ridi finché potrai, perché un giorno,
– che ti auguro – non venga mai,
la tua risata diverrà pianto,
e ti accorgerai in un solo momento
che anche per te – l’uomo – è giunto.

Corri adesso, non fermarti mai,
perché di tempo, abbastanza,
non ce n’è mai.

Corri, guarda al futuro,
scorda il passato e vivi per te.

Vivi la tua vera vita, chè quella
trascorsa eran giochi, lo sai,
– la vita è seria – si dice: – una cosa seria –
ma tu la vita non l’hai vista mai.

Lavorare è il tuo destino e
non lo puoi cambiare,
ricorda di quando correvi nei campi,
toccavi i suoi capelli e ridevi con lei.

Ricorda i momenti d’amore passati,
ricordali bene, perché un giorno
non verranno più.

Ricorda che la vita è anche bella,
ciò che si ricorda
non si dimentica mai.

Stai attento, la vita è in agguato, ormai.
Ti prende alle spalle e ti porta con lei,
ti rapisce e mai più tornerai.

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Ho paura

2015-08-06 Angelo Morbelli - Il sogno - 1905
Angelo Morbelli – Il sogno – 1905

(30 agosto 1980 – n° 499)

Ho paura quando mi telefoni,
perché mi cerchi.

Ho paura quando vieni a trovarmi,
perché rischi di attaccarti troppo.

Ho paura della nostra unione,
perché penso di volere ancora la mia libertà.

Ho paura di noi,
perché non voglio darti una delusione.

Ho paura del futuro,
perché non ho niente da offrirti.

Ho paura perché devo
combattere contro me stesso
e non so come agire.

© Carlo Becattini
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Rabbia

2015-07-16 Vasilij Kandinskij - Giallo, rosso, blu - 1925
Vasilij Kandinskij – Giallo, rosso, blu – 1925

(16 agosto 1980 – n° 498)

Rabbia,
in me solo rabbia,
pura voglia distruttrice
contro tutto ciò che
mi circonda.

La voglia di disfarmi
di tutto ciò che mi lega
è già stata covata,
se potesse la rabbia liberarmi.

Rabbia, perché non riesco
a fare un gesto che
sia puramente mio.

Lasciatemi solo,
fatemi sfogare,
voglio scrollarmi
di dosso questo carico
nervoso che mi opprime.

© Carlo Becattini
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