Da solo non so stare

2015-11-30_b Gustav Klimt - Ragazza dai lunghi capelli
Gustav Klimt – Ragazza dai lunghi capelli

(6 gennaio 1981 – n° 528)

Dove sono quei tuoi gesti,
il tuo sguardo semi serio
di donna gelosa
che mi divertiva tanto?
Sono andati con te,
erano miei
e li hai portati via.

Dove sono le tue carezze,
i tuoi gesti d’amore
di donna innamorata
che mi facevano un
grande uomo?
Sono andati con te,
erano miei
e li hai portati via.

Mi manchi tanto,
sai, per me sei tutto
e tutto se ne è andato
via con te,
in un giorno piovigginoso
con l’anonimo treno delle 17,33.

Riportami
il tuo sguardo di gelosa.

Riportami
le tue carezze.

Riportami
il tuo amore.

Da solo non so stare.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Ti amerò

2015-07-15 Gustav Klimt - Studio di Lewdness per Fregio di Beethoven - 1898
 Gustav Klimt – Studio di Lewdness per Fregio di Beethoven – 1898

(6 gennaio 1981 – n° 527)

Quando la morte avrà
concesso l’ultimo ballo
ai nostri corpi vizzi
allora ti amerò
come non ti ho amata mai.

Quando la morte avrà
chinato i nostri capi
e assopito i nostri animi
allora ti amerò
come non ti ho amata mai.

Quando la morte avrà
giocato i nostri giorni
lasciandoci pochi minuti
allora ti amerò
come non ti ho amata mai.

Quando la morte avrà
completato una vita
succhiandone l’essenza
allora ti amerò
come non ti ho amata mai.

Quando la morte avrà
completato quel suo gesto
allora ti sarò vicino
come non lo sono stato mai.

E ti amerò
ti amerò ancora
come non ti ho amata mai.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

* in corsivo cit. da “Quando la morte avrà” di Claudio Lolli

Affettuosamente

 

2016-06-20. Janusz Orzechowski
Janusz Orzechowski

(6 gennaio 1981 – n° 526)

Carezze di gatta
tra il braccio e il petto,

è nera e si struscia
di coccole avida,

miagolando.

Al tocco del capino
mi sei presente
vellutata.

La mia mano
tra i tuoi capelli
morbidi e freschi.

I tuoi baci.

Chiudo gli occhi
e fai le fusa.

Chiudi gli occhi
e mi baci.

Ci vogliamo bene.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Finalmente soli

2016-05-20 Henri de Toulouse-Lautrec - The kiss (1893)
Henri de Toulouse-Lautrec – The kiss (1893)

(5 gennaio 1981 – n° 525)

Soli,

immersi in un vortice di sensazioni
ci amiamo in silenzio.

Per compagni i nostri cuori
i loro battiti esasperati

i nostri respiri affannosi.

Crediamo di morire

moriamo per resuscitare
più innamorati di prima

più vivi di prima.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Intimità

 

2016-04-14 David Simpson Foggie 1878-1948), The Blue Jug
David Simpson Foggie 1878-1948) The Blue Jug

(5 gennaio 1981 – n° 524)

Siamo qui
nella solitudine
ad amarci.

Bussano.

Silenzio.

Bussano.

Apro.

Eravamo qui
che ci amavamo

e lui voleva accomodare
la doccia.

Non c’è mai pace.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Pasto in bianco

2016-07-16. Constantin Chatov - The embrace
Constantin Chatov – The embrace

(5 gennaio 1981 – n° 521)

Seduti sulla neve

ad ammirare il panorama

mentre mangiamo

divertiti

manciate di neve immacolata.

Ridiamo di quello strano gioco

e siamo felici.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Neve immacolata

2016-04-17 .. Henry Alexander - Snow scene through a winter window - 1870
Henry Alexander – Snow scene through a winter window – 1870

(5 gennaio 1981 – n° 520)

Abbracciarti
tra la neve che ci circonda,
rattrappita dal freddo
affaticata e stanca.

Brillano di gioia
gli occhi belli
dal gelo inumiditi.

Montagne lontane.

Alberi.

Baciarti
mentre neri corvi
volano su di noi.

Sembrano chiamarci,
pare vogliano dire al mondo
che ci amiamo.

Proseguiamo il nostro cammino
affondando i piedi
nella neve vergine
verso la felicità.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Partenza

2016-04-15 Eilif Peterssen (1852-1928), Nocturne
Eilif Peterssen (1852-1928) – Nocturne

(5 gennaio 1981 – n° 519)

Abbandonarci al debole pianto
con sommesso lacrimare,
salutarci faceva proprio male
tra le nostre braccia intrecciate,
ricamate d’addio e incredulità.

Il treno era pronto,
il tempo: passato,
e noi vivevamo quell’assurdo
momento di presente
guardandoci muti.

Il bacio, l’abbandono
di commozione velato,
portarci dietro il grande vuoto:
la tua partenza,
la nostra solitudine.

Nel ricordo degli occhi lucidi
vedevo tutto il dispiacere,
tornando a casa spento e perso
di dolore interiore dipinto.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati