Lascito

2016-04-21 Paul Delvaux - The mirror
Paul Delvaux – The mirror

(27 settembre 1981 – n° 580)

S è anche un sogno,
di quelli che puoi vivere e che vivi.

Ha lasciato qualcosa nel mio destino:
amore, solo amore.

© Carlo Becattini
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Incertezze

2016-05-17 Ernst Liebermann - By the Water
Ernst Liebermann – By the Water

(1 settembre 1981 – n° 579)

Non so se è stato tutto tempo sprecato,
mi parlavi, ti parlavo,
ma il dopo?
ma il quando?
quand’è che uniremo queste anime perdute?

Tu mi chiedi se ci amiamo
o se ci vogliamo solo bene.

Il nostro è amore o affetto?

Come posso saperlo,
possiamo volerci bene
e allo stesso tempo amarci.

Mi manchi così tanto che non so più se cercarti ancora
o lasciare perdere perché sto soffrendo dei tuoi dubbi.

Mi è inevitabile gioire del mio dolore.

© Carlo Becattini
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Lacrime

2016-04-10 Giovanni Giacometti - Sotto il vecchio albero - 1911
Giovanni Giacometti – Sotto il vecchio albero – 1911

(30 agosto 1981 – n° 577)

Piange il bimbo: vuole un gioco.

Piange la ragazza: è stata lasciata.

Piange la madre: il figlio ha trovato.

Piange il padre: forse è commosso.

Piango me stesso: non so cosa mi aspetta.

Tutti prima o poi piangiamo liberando lacrime segrete
cullate in noi con amore o temute con dolore.

Ne basta una per sciogliere il cuore più duro,
ma è un cuore duro che solitamente le fa sgorgare.

Una lacrima caduta dagli occhi e finita nel vuoto
lascia in noi un segno indelebile.

Basta una lacrima per farci invecchiare di anni,
ne basta una sola per renderci coscienti.

Certe volte vogliamo scordare certe lacrime
ma siamo noi stessi che con loro ce ne andiamo.

© Carlo Becattini
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Inattività

2016-04-01 Heinrich Vogeler - Nostalgia - 1900
Heinrich Vogeler – Nostalgia – 1900

(30 agosto 1981 – n° 576)

Nuovamente l’ansia e il senso di solitudine
mi avvolgono tenendomi stretto stretto,
cullato, ovattato, avvolto e forse frustrato.

E’ una mancanza, quella che cerco,
che so vicina a me, a portata di mano,
ma eppure lontana.

Sei tu che una sera mi parlasti sincera,
che mi coinvolgesti con parole tutte tue,
parole che mi resero felice.

Parole piene di curiosità
che ora risuonano nella mia mente contorta,
penso e ripenso a quelle domande, alle mie risposte,
a tutte quelle cose che potevo dire e che non ho detto.

Ho timore, quando l’ansia mi prende
il peso nel petto mi opprime,
sicuramente mi manchi e devo vederti,
ma son qui, scrivo e non faccio niente.

© Carlo Becattini
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Discoteca

2016-04-03. Franz von Stuck - Corteo di primavera
 Franz von Stuck – Corteo di primavera

(30 agosto 1981 – n° 575)

Bionda, spettinata,
mentre balliamo ti guardo e sorrido,
mi ricambi seria ma poi ridi,
mi parli ma non sento,
la musica è troppo forte.

Niente m’importa,
anche se non capisco ti sono vicino,
e per sentire mi faccio più vicino.

Un cenno di consenso,
continuiamo a ballare,
bionda e bella,
guizzi di luce sul volto.

Mi guardi, ti guardo,
non so cosa pensi
così continuiamo a ballare
e a sorriderci come deficienti.

© Carlo Becattini
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Il biglietto e la telefonata

2016-08-07. Gerardo Dottori - Gli amanti - 1907
Gerardo Dottori – Gli amanti – 1907

(30 agosto 1981 – n° 574)

Lei mi chiese il perché d’un biglietto,
ma non seppi rispondere.
Io le chiesi perché mi telefonò,
ma non seppe rispondere.

Forse, sotto sotto, dentro di noi,
c’è qualcosa che si agita e grida,
che ci vuole rapire,
che ci vuole unire o forse allontanare,
ma il coraggio non ho saputo trovare
per dirle il mio affetto verso di lei.

Forse affetto non è,
solo l’inizio dell’amore,
forse qualcos’altro, non so,
però solo una cosa è certa,
penso sempre a lei,
sento la sua mancanza.

Vedo i suoi occhi che mi guardano,
la sua bocca che mi parla.

Ascolto parole scavarmi nel profondo.

© Carlo Becattini
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Epitaffi per un momento di dolore (La scelta)

2016-08-31 Adolf Münzer - Particolare
Adolf Münzer – Particolare

(24 agosto 1981 – n° 573)

A)
Unito al tuo dolore
come un rampicante selvatico
piango quella vita
a me sconosciuta.

B)
Unito al tuo dolore
come un selvatico rampicante,
sapendo certamente
che questo mio presente
non varrà molto
e forse meno di niente,
accogli sinceramente
le mie più sentite condoglianze.

C)
Piango sommessamente
stretto al tuo dolore
quel momento eterno
in cui ce ne dobbiamo andare…

D)
Mi annullo
mi anniento
di fronte al dolore
che prende il prossimo
e piango e mi odio
non sapendo cosa fare
per poterlo consolare.

E)
Addolorato dalla recente scomparsa,
abbiti le mie più sentite condoglianze.

© Carlo Becattini
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L’ultima carta

2016-08-04. Witold Pruszkowski - Stella cadente
Witold Pruszkowski – Stella cadente

(19 agosto 1981 – n° 572)

Ancora riecheggiano le tue parole
nella mia testa confusa.

Mi dici che sono l’ultima carta,
che se tutto finisce bene ti realizzi,
altrimenti abbandoni e non giochi più.

Mi chiedo cosa sia questo giocare bene l’ultima carta?
Non voglio essere la tua ultima carta!

Non puoi chiedermi questo!
Non me la sento.

Mi fai paura e compassione, vorrei aiutarti
ma vorrebbe dire sacrificarmi per sempre.

Potrebbe anche non essere vero,
potrei amarti, ma ho ancora bisogno
di tempo e di occasioni.

Non credo che tu voglia darmi
tempo e occasioni,
quindi pensa di più a te,
mi fai paura!

© Carlo Becattini
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Ode alla pina

2016-08-19 Max Nonnenbruch - Evening by the Lake
Max Nonnenbruch – Evening by the Lake

(14 agosto 1981 – n° 571)

Da quando ti ho reso le pine
non dormo più,
non so se mi mancano le pine
o mi manchi tu.

La pina è importante
la ragazza di più,
posa la pina
e vieni quaggiù.

L’oroscopo è fatto
il mazzo distrutto,
quel ragazzo non lo reggo
l’annienterò di brutto.

Di musiche ancestrali
quella sera ci narrava
era lui, oroscopone,
quello che non inzuppava.

Zuppi siam rimasti
nello stare a sentir lui,
noi non volevamo
ma non si zittiva mai.

Dolore, molto dolore,
dolore immenso nel nostro cuore,
ci fece l’oroscopo, mi fece morire
e come una larva non seppi reagire.

Volevo fuggire, forse amare,
ma c’era lui che mi faceva spallare,
una palla di qua, una palla di là,
il mazzo nel mezzo, ma chi l’avrà?

Sfinito, annientato, spompato, distrutto,
solo mi trovai tra un sospiro e un flutto;
in auto dormivan un libro ed un mazzo,
il libro era sospetto ed il mazzo distrutto.

Oroscopone non c’era
ma sempre vegliava,
la ragazza aspettava
e la pina tramava.

Veniva la ragazza
la pina prendeva,
anche il libro voleva
ma poi se ne andava,
felice e contenta
con le pine in tasca
ed un libro che spaventa.

© Carlo Becattini
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