L’abbaziale

2016-05-16 Antonio Basoli - Notturno con architetture - 1810
Antonio Basoli – Notturno con architetture – 1810

(23 settembre 1982 – n° 678)

Ab aeterno
Ab antiquo
l’abate legge alla sera
illuminato dall’abat-jour
nell’abato ricordando l’abavo abaziale
nell’abbazia che s’abbacchiava nell’abbacchimento.

L’abbachista sfogliava l’abbaco
abbacandosi il cervello e rimaneva abbagliato
da tanta ingenuità coinvolto
dall’abbaiare d’un cane infonditore d’ansie
e paure, s’abbarbicava a quelle teorie
abbaruffandosi i capelli.

Nel trascorrere del tempo notava l’abbassamento
del suo membro e ciò non pareva mai
abbastare abbastanza e con tristezza al mattino
abballinava le materasse guardandole triste,
come sapesse che non gli sarebbero più servite.

Un dì l’abbaziale abbatté l’abbazia e bruciò
l’abbecedario cercando d’abbellirsi
nell’abbellitura ma tutto ciò non era mai
abbastanza e così trovandosi
abbiente abbigliato
da se stesso abbindolato abbandonato abdicò
abbiosciandosi dall’alto della torre rimasta
dell’abbazia.

© Carlo Becattini
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