L’intruso

2016-06-27 Balthus - La Leçon de guitare - 1934
Balthus – La Leçon de guitare – 1934

(18 febbraio 1985 – n° 822)

Ogni novità, come può esserlo un cantante con il suo gruppo alla ricerca di nuove forme, di nuove musicalità, produce diffidenza nella gente, che si adagia su atavici schemi prefissati, che precludono totalmente il progresso. Queste poche righe sono dedicate a tutti coloro che trovano e hanno trovato la forza e il coraggio di cambiare il mondo mettendosi contro l’ottusità delle persone.

Molti erano gli xenodochi
che potevi incontrare molto tempo fa
lungo le strade che ti portavano via
dalla cruda realtà, verso un sogno interiore.
Ma gli xenofobi che incontravi
sul cammino erano molti
e complicavano il tuo esistere.
Qual era il male che ti portavi dietro
per fargli ispirare tanto odio
nei tuoi confronti?
Avevi il loro stesso colore
ma il verbo che dalla tua bocca
prorompeva nell’aria
ricordava il tuono d’estate.
Penetrava negli altri con la
forza del lampo.
Eri il temporale.
La tempesta che tutti temevano,
che tutti fuggivano.
Eri l’intruso,
colui che porta scompiglio,
il cane rabbioso,
il lupo affamato,
l’uomo incompreso
che con il proprio branco
voleva solamente allietare il prossimo
con falsi – bordoni.

© Carlo Becattini