La pioggia… (dal blog Meg_7art)

Questa settimana abbiamo parlato della pioggia, lo abbiamo, osservata , ascoltata, abbiamo anche ballato nella pioggia e spero che abbiamo imparato ad amarla almeno un po… cosi come ho imparato anch’io. La pioggia mi ha sempre portato in un stato di tranquillità, come se lavasi tutti gli miei pensieri e poi è sempre bello sentire […]

La pioggia…

L’iniziato

 

2017-01-25 Lucien Levy-Dhurmer - The Lake and the Night - 1910
Lucien Levy-Dhurmer – The Lake and the Night – 1910

(8 gennaio 1993 – n° 833)

Desiderava fare rivivere
ciò che non era più
il suo passato,
la spensieratezza di un tempo,
ma era sempre più difficile,
chissà se sarebbe riuscito a ritrovare
anche un solo piccolo attimo!

Per il momento era in alto mare,
sopra un’acqua scura, burrascosa,
ma sapeva (ne era certo)
che sotto quelle acque torbide e turbinose
si trovava la pace e la serenità.

Poi un soffio di realtà lo fece sussultare
e lo riportò sulla superficie di quell’acqua
nella quale era riuscito solamente
ad immergersi con le estremità.
Doveva cominciare da capo.
Ripartire da zero!

© Carlo Becattini

La neve

2016-09-02. Edward Robert Hughes - Heart of Snow
Edward Robert Hughes – Heart of Snow

(2 gennaio 1993 – n° 832)

Aspettavo la neve
guardando i suoi fiocchi impazziti
sparsi dalla furia del vento gelido.

Aspettavo che arrivasse copiosa
silenziosa
a coprire tutta la città
a renderla immacolata.

Sbatteva sui vetri
rimanendovi attaccata
ed era subito acqua.

Anche oggi si è fatta vedere
ha danzato il suo ballo lieve
anche oggi è caduta la neve
che non è rimasta.

© Carlo Becattini

Incontro

_ Pablo Picasso - Figure in riva al mare - 1931
Pablo Picasso – Figure in riva al mare – 1931

(15 agosto 1992 – n° 831)

E mentre …
E dopo …

– incontro –

dieci anni dopo,
un groppo in gola …

… sensazione di vuoto in me …

E mentre …
E dopo …

voglia di piangere
voglia di fuggire

dieci anni sono pochi
dieci anni sono tanti
dieci anni sono finiti
rimangono i rimpianti.

© Carlo Becattini

Le tracce del tempo

_ Giovanni Segantini - Le cattive madri - 1894
Giovanni Segantini – Le cattive madri – 1894

(17 settembre 1991 – n° 830)

Le tracce del tempo
le trecce del tempio
le frecce del campo
le facce del lampo

Il segnale
Il segno

Siamo tracce del tempo
Siamo segnali

Il segno del tempo
La traccia nel tempo

Cosa siamo, se non tracce del tempo che è andato

I segnali seminati nel tempo
tracce indelebili del canto futuro

Siamo segnali seminati nel tempo
tracce indelebili sparse nel vento
della vita.

© Carlo Becattini

La fotografia

 

Félicien Rops - La tentazione di S. Antonio - 1878 - (Bibliothèque royale, Bruxelles)
Félicien Rops – 1878 – (Bibliothèque Royale, Bruxelles)

(11 marzo 1989 – n° 829)

E cambiavano le immagini
su quello schermo in bianco – nero,
si susseguivano le azioni
e le guardavo con gli occhi di bambino;
volava la mia fantasia
a rincorrere quelle storie immaginarie
e poi mi trovavo nei miei abiti,
da solo, a pensare:
– come è bello il mondo
e come è giusta la giustizia -.

Ora son cresciuto e quelle immagini
hanno perso il bianco – nero,
narrano bene o male
o pressappoco le stesse storie,
ma son io
che non son più lo stesso di anni fa,
che sono cambiato,
inasprito,
senza più la voglia di sognare,
anche perché il mondo
non è, come quello dello schermo,

la giustizia non esiste
ed ognuno fa come gli pare,
ed allora, finalmente ho capito
che il senso della vita risiede
solamente in una esplosione
che manda in aria le istituzioni,
che ci libera dagli uomini
per renderci finalmente liberi.

E cambiavano le immagini
su quello schermo multicolore,
c’era la mia fotografia alle spalle
della giornalista che leggeva,
senza cuore e senza sapere,
le ultime notizie,
per saziare la curiosità degli uomini,
per dar loro qualcosa su cui parlare,
per fargli credere
che esiste ancora la giustizia.

E lui guardava la mia fotografia,
vedeva il padre
che non conobbe mai,
gli sorrideva
e lo immaginava forte e fiero,
ma lui non sapeva cosa lo aspettava,
lui non sapeva,
non lo sapeva.

E sua madre gli raccontava di quell’uomo stupendo
che un giorno scelse di andare contro il mondo;
gli prendeva la testa tra le mani e si raccomandava
di non dare ascolto alle parole degli uomini
e a tutto quello che gli avrebbero detto;
poi passandogli la mano tra i capelli,
ancora supplicava:

– se un giorno dovessi andare contro il mondo,
fallo, ma con serietà
e non lasciare dubbi dietro te,
sii fiero di tuo padre che volle liberarsi
e scrollarsi dalle spalle il giudizio dei suoi simili;
ciò che ti diranno non varrà niente,
al mondo non c’è cosa che possa valere,
vai incontro al mondo con la sua fotografia,
vai contro il mondo con la tua sola fotografia,
perché tuo padre ti avrebbe amato come ti amo io. –

E sul punto di lasciarlo la madre gli ripeterà:
– ti ho partorito perché potessi essere libero
di fare tutte le tue scelte, ed allora,
se sceglierai, qualunque cosa tu potrai scegliere,
agisci e non pentirti mai di avere preso una decisione;
tu sei il mondo,
tu sei l’angelo sterminatore,
tu sei dio, hai il potere di donare e togliere la vita;
agisci e non avere paura del giudizio degli uomini,
della punizione che essi vorranno infliggerti,
perché sono solo dei poveri uomini. –

E cambiai il mondo con la mia fotografia
E cambiò il mondo con la sola sua fotografia.

© Carlo Becattini

In fondo al viale

man ray meret oppenheimer 1929
Foto Man Ray – Meret Oppenheimer – 1929

(23 agosto 1985 – n° 827)

Di cellule: saturo.
Tra gli atomi: vibrante.
Vede spostarsi: particelle.
Al mio passare.
Volteggiare: le vedo
alzarsi e ricadere
scontrarsi e allontanare.
Questa che la vita dà: che gioia è mai?
Mutazioni: mutamenti.
Mi osservi poi: non mi vedi più.
Son passato: tra la storia.
Con il remoto: giocando.
Solo lui mi prese: il futuro,
ma per te che nascerai domani, io
sarò solo un’ombra del suo passato.
Sarò così anch’io: remoto.
Che cos’è?: l’amore!
L’amore!: cos’è?
Siamo forse io e te!
Io cosa sono: e te?
Tu cosa sei: ed io?
Siamo solo io e te,
ma l’amore che cos’è?
E così questa stupida canzone
che vuole forse intenerirmi il cuore,
non ha un inizio e non sa come finire
perché in fondo al viale …
nel parco …
dietro il terzo albero a sinistra …
sopra una panchina un po’ maldestra …
eccoli … siamo noi che …

mi cade la sigaretta dalla mano…
che guaio, oh che guaio,
tu ridi di questo mio dramma, lo so,
non capisci, tu non fumi,
non hai fumato mai.
Ma la pozza in cui essa è caduta
l’ha spenta, l’ha bagnata .. ed io …
io …..
non posso fumare più.
Ad un tratto smetto di cantare.
Cosa canti? – Io non cantavo – ma
quella melo – dia un po’ melo – dramma
sembrava una paro – dia un po’ para – vento
con influenze dia – cronisti – che … che … che
che vento che c’è in questo parco.
Andiamo al riparo.
Scavo io: scavi tu,
scaviamo insieme il nostro riparo
per celarsi e sfuggire
alle palpate di quest’aria sprezzante
che ci tocca il corpo,
che ci penetra dentro.
Pronta con l’agenda? C’è un’agente!
Guarda guarda, quanta gente che mente,
che si ignora … che signora
affascinante … a fasci … Nantes.

© Carlo Becattini

Sport

2016-02-23. Odilon Redon - Silenzio
Odilon Redon – Silenzio

(30 maggio 1985 – n° 826)

Li ho visti ieri, in diretta.
Li ho rivisti oggi, più volte.
Morti per una partita di calcio!

Ho visto e rivisto quei corpi
ed ancora non credo
ai miei occhi.

Pochi minuti prima erano vivi.
Pochi minuti dopo erano morti.

L’attimo che sta tra i pochi minuti
veste di paura.

© Carlo Becattini

Sul monte Ararat

2016-09-17. Theophile-Alexandre Steinlen - The Apotheosis of the Cats - 1885
Theophile-Alexandre Steinlen – The Apotheosis of the Cats – 1885

(6 maggio 1985 – n° 825)

Il genio si prostra al popolo
ma esso s’innalza al genio.
Tanto è il tempo
e tale ne è passato
da quando rigai
con la pietra un feuil de papier.
Odio le banalità quotidiane
che deprimono e inaridiscono l’animo,
la burocrazia mi fa vomitare,
però in passato
il vomere serviva ad arare
e le zie lavoravano presso un bureau.
Sul monte Ararat
fatti i conti in tasca
ti puoi comprare un metro
di taffettà.

© Carlo Becattini