Via Lattea

(12 febbraio 2019)

Nella vita passata ero un
cartiglio con il mio nome,
l’effetto era strano,
mentre lo stringevo nella mano
ero in mio potere,
per liberarmi aprii la mano
e lo lasciai cadere.

Caddi disteso sulla sabbia del
tempio,
la lettera cuneiforme s’infisse
nel dito medio,
quello del comando,
c’erano tavolette ovunque
che parlavano da lontano,
mentre cavalcavo la spirale
del tempo, ancora mi tenevo in mano.

Il risveglio avvenne nel corpo,
tatuato, quello piccolo
di un bimbo ancora non nato,
odoravo di latte e assenza,
attorno solo notte e stelle,
le balie delle tenebre son le più belle
e suggevo avido dal capezzolo irto
il latte della notte
dalla Via che abbevera le galassie.

© Carlo Becattini

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