Sul tuo corpo

 

Immobile Ignobile 160417 col
Disegno personale – Senza titolo – 2017 – Tecnica mista: inchiostro su carta, colore virtuale

(2 maggio 1997 – n° 880)

Eri terra fertile
e m’infiggevo in te con piacere.
Il vomere tracciava il solco,
divaricandoti.
Ti aravo.

Spingevo con sudore e fatica,
lasciando alle mie spalle
lunghe tracce parallele,
infinite.
Quanto ti aravo.

Terra umida di brina, feconda,
spargevo semenza sul tuo corpo
penetrando nei solchi,
in ogni fessura,
colmandoti.

Fertile terra mia
ti lavoravo e forgiavo
seguendo il mio volere,
ma agivo in tutto e per tutto
secondo le tue aspettative.

Era un rapporto jerogamatico
ed ogni anno tornavo
a tracciare sul tuo corpo
gli incomprensibili geroglifici
della vita.

Ogni volta, come la prima volta,
ed il vomere lucente
penetrava in te,
guidato dal mio corpo,
trascinato dal mio amore.

Aspettavo,
contando giorni e mesi,
vedevo i figli crescere,
verdi, rigogliosi,
a coprirti tutta,
disegnandoti addosso
abiti multicolori
ed in me un dubbio:
erano i nostri figli
o solo estensioni del tuo corpo?

© Carlo Becattini

4 pensieri su “Sul tuo corpo

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