La frusta

Dolore 160219 col
Disegno personale – Dolore – 2019 – Tecnica mista: inchiostro su carta, colore virtuale

(13 maggio 1997 – n° 898)

Ascoltava il sibilo secco
della frusta abbattuta con forza,
osservava il rigarsi della pelle,
il rossore secolare che affiorava.

S’imporporava, abbassando lo sguardo
sulle proprie estremità emerse
alla realtà del momento,
apparse ironicamente
tra il sorriso e lo spavento.

Aspettava il sibilo frusciante della frusta
caricata dal braccio esile con intenzione,
aspettava la sferzata bruciante
ignorandone intensità e luogo.
Era più dolorosa l’attesa,
che la gioia provata
nell’attimo della liberazione.

Liberavano le ansie
di una civiltà dei consumi,
consumandosi vicendevolmente
tra una rigatura e l’altra,
perché sapevano che il dopo
non sarebbe stato il quando,
ed il perché, non il dove.

La vedeva sollevarsi,
la sentiva ricadere,
ne apprezzava forza e intensità,
forma e calore,
carezza e bruciore.

Infine sapeva che una mano clemente
l’avrebbe salvato strappando ogni tensione,
ogni mutamento,
lasciandogli solo la libertà dello sguardo,
la pietà di un movimento sussultante
scaturito dal grido liberatorio e placante.

© Carlo Becattini

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