Il bacio all’ombra del glicine in fiore

5 aprile 2011

T’invito all’ombra del glicine. Il suo colore è quello di questa città. Vieni, sediamoci qui, c’è una panchina che sembra sporca ma è solo scolorita e le scritte a pennarello testimoniano un amore di passaggio. Alza gli occhi, vedi come sono belli questi grappoli violacei e senti come inebria il loro profumo. I rami si attorcigliano ed afferrano il pergolato quasi con violenza, con quella forza che solo la natura sa mostrare con naturalezza. Stanno spuntando le foglie e presto copriranno tutto di verde per proteggerci dal sole. Appoggiati a me e pensa a com’è bello vivere di respiri e folate di vento. Ci guardiamo negli occhi, le tue pupille lentamente si dilatano ed in esse scorgo le mie che hanno lo stesso movimento di fiducia. Un uccellino si posa sul ramo, l’osserviamo compiaciuti poi cinguetta e se ne va saltellando. Che belli i colori del petto e del becco. Dammi la tua mano che ti lascio la mia ma stai tranquilla è solo un prestito, te la rendo subito … così giocavano i due bambini, lui calzoni corti e lei gonnellina rosa, lui calzini calati e lei scarpette con l’occhio, lui ciuffo ribelle e lei trecce sbarazzine, mano nella mano guardavano la vita attorno a loro sdipanarsi come un gomitolo di lana che cade dalle ginocchia della nonna e ruzzola via incontrollato sul pavimento. Ti ho baciata nel sogno, eri ninfa dei boschi genuflessa sulla riva del lago a specchiarti nell’acqua fredda tra una pianta acquatica ed un desiderio ricorrente. Ti ho baciata nel sogno mentre seduta sulla barca immergevi un braccio nell’acqua tiepida ed al calore del sole ti lasciavi andare al desiderio. Ti ho baciata in piedi su quella roccia a precipizio sulla scogliera, entrambi pronti a spiccare il volo, a saltare giù verso l’abisso blu per aprire le ali come fossimo maghi e andare via. Ti ho baciata mentre ti guardavo negli occhi, mano nella mano, seduti su quella panchina, sai, quella sotto il glicine carico di fiori, quella su cui due innamorati di passaggio hanno scarabocchiato i loro nomi ed una data di tanto tempo fa. Ti ho baciata mentre eri solo un ricordo. Ti ho baciata mentre non c’eri. T’ho baciata ma non ero io quello, perché ci vuole del coraggio per essere felici.

© Carlo Becattini

Girasole

Origine 130417 col
Disegno personale – Senza titolo – 2017 – Tecnica mista: inchiostro su carta, colore virtuale

(16 giugno 2003 – n° 923)

Alzata hai la corolla,
teso osservi l’orizzonte,
mi vedi, chini il capo
per celarti nella moltitudine
della similitudine.

Cresciuto in una settimana,
per giorni donerai
la tua freschezza al sole,
danzando per lui.

Per giorni rimarrai nel campo,
secco e scuro,
nell’attesa di niente.

Per te la vita finirà
ma noi ti trasformeremo
e non lo sai.

© Carlo Becattini