Lettere dall’Isola

16 dicembre 2013

Sono solo su quest’isola deserta che comincia dal confine della pelle e finisce sul contorno dell’anima. Uno spazio infinito eppure così ristretto, solitario ed al tempo stesso popolato, silente ma pieno di suoni. Parole, frasi, emozioni, persone, animali, eventi atmosferici. Ho tessuto la mia vita con la tendenza a navigare nel mare che mi circonda senza mai riuscire ad abbandonare l’isola. Ho vissuto illusioni, sensazioni, ricordi, tutto ciò che il tempo riesce a rubare con facilità, tutto ciò che poteva portarmi via. Rimango solo io, ancora a chiedermi se riuscirò a trovare una via di fuga, una scappatoia per ingannare il destino, l’illusione di un desiderio irrealizzabile, l’utopia della fuga dalla realtà senza che nessuno possa accorgersene. Qui il tempo non manca, ne ho in abbondanza, potrei dire infinito ed anche l’occorrente per scriverti pare non finire mai. Ti ho mandato un messaggio in bottiglia, l’ho affidato al mare, l’ho visto allontanarsi ondeggiando preda delle correnti e poi non l’ho visto più. Mi piace pensare che possa averlo trovato proprio tu. Ho continuato a scriverti lettere, le ho imbucate nella cassetta della posta. Mi piace pensare che qualcuno possa avertele recapitate. Ho digitato sulla tastiera tante lettere che ho inviato al tuo indirizzo immaginario, il tuonome@qualchecosa. Mi piace pensare che tu le abbia ricevute tutte e che tu mi abbia risposto ad ognuna con la gioia ed il sentimento che ti caratterizzano. Mi piace pensare che tu non sia cambiata ed anch’io vorrei essere rimasto lo stesso di un tempo, solo così posso esorcizzare la solitudine di questa piccola isola in cui sono costretto a vivere tutta la vita.

© Carlo Becattini

Particelle

senza titolo 030119 col
Disegno personale – Senza titolo – 2017 – Tecnica mista: inchiostro su carta, colore virtuale

(18 giugno 2003 – n° 929)

Ero una particella
dei tanti me trascorsi

Unito ad altre particelle
formavamo corpi e spiriti

Eravamo tutti coloro che sono già stati
e saremo tutti coloro che saranno

Un corpo un insetto una pietra
un vento una brezza leggera
che strusciando sulle mura
rinfresca la città.

© Carlo Becattini