Incertezze

19 settembre 2020

E’ imbarazzante la violenza del dolore,
ma lui è più forte
bisogna arrendersi.
Eccomi, novello equilibrista,
tra la vecchia morte,
tra la vita novella,
solo l’incoscienza mi tiene stretto a se,
intuisco che potrei risvegliarmi diverso,
forse qualche pezzo di meno,
forse qualche armennicolo in più
nel posto sbagliato, per giunta
vanto del chirurgo.
Ho chiuso gli occhi all’ignoto,
avverto lontano la pena
viaggiare sulla linea di sangue
che ci ha resi una famiglia,
non sappiamo se ci rivedremo.

Lo scimmione mi osserva curioso
dagli enormi occhi come teste di chiodo,
le rocce del monte son la sua casa,
la paziente straniera sotto il cappello
di paglia, mostra il culo del marito
nell’apertura posteriore del camice,
e non è un bel vedere;
le ragnatele svolazzano nella stanza,
lievi i ragni fan parapendio,
oltrepassano la finestra
e mi bruciano gli occhi;
sono affascinato da questa installazione
di allucinazioni e di realtà,
totalmente intercambiabili da non sapere
a quale delle due appartengo.
La porta s’incurva sull’onda
che arriva dalla parete vicina,
il popolo degli zombi aspetta,
forse sono un piatto di portata,
sfilano tante persone al mio cospetto
mentre aspetto l’agognata fine.

© Carlo Becattini

Corpi

Struttura 220517 col
Disegno personale – Corpi – 2017 – Tecnica mista: inchiostro su carta, colore virtuale

(24 giugno 2003 – n° 937)

Entità chiuse in corpi corruttibili
interfacciate a terminazioni nervose
vivono il mondo cibandosi
di contatti e frequentazioni,
di frequenze e di azioni,
interagiscono provocando emozioni.

Entità si fondono con altre entità,
corpi medium di corpi,
fluidi interagiscono,
idee nascono e si concretizzano
nella solita materia.

Entità spirituali creano materia,
materializzano nuove entità
lasciandole libere per il mondo
di interagire tra di loro,
ma sono prigioniere,
prigioniere di corpi corruttibili.

© Carlo Becattini