Introspezione

Spazialità 120517 col
Disegno personale – Intrecci casuali del destino – 2017 – Tecnica mista: inchiostro su carta, colore virtuale

(16 luglio 2003 – n° 944)

Quando ero piccolo
mio padre voleva che fossi
un omino carino, educato,
insomma: un coglione,

e per questo mi coccolava
con forza e prepotenza,
ed io mi piegavo
come un fuscello nel vento,
e mi spezzavo
come un ramoscello calpestato,

ormai ero arrivato,
ero diventato come mi voleva lui:
un coglione.

Quando ero piccolo
mio padre mi voleva così tanto bene
che il suo amore mi ha soffocato,
piegato, annientato, distrutto.

Ed io … che coglione … ricambiavo
quel suo amore prepotente,
ma non avrei mai saputo come fare
per renderlo più grande del suo.

Non potevo fare, ne desiderare,
a fermarmi sempre le regole,
i comportamenti, gli orari,
le scadenze, gli impegni, il dovere.

Però gli volevo bene, era il mio babbo.

Quando ero piccolo mi portava con se,
andavamo a spasso insieme
per divertimento e per lavoro,
era fiero di suo figlio.

Invece mi chiedevo
come potesse esserlo,
se ero così pieno di complessi
da non sapere più chi fossi.

Quando ero piccolo non avevo
paura del mondo e della vita e del prossimo
e di tutto quello che esiste
e di tutto quello che interagisce.

Solo l’amore,
il grande amore di mio padre
mi ha reso talmente infelice
da non desiderare mai più
di essere un bambino.

© Carlo Becattini