1974: l’anno della Fantascienza

10 settembre 2018

Nel 1974 ho scoperto la Fantascienza, da allora non ho più potuto farne a meno. Questo riflettevo di fronte alla libreria mentre sfioravo con amore paterno le costole dei libri riposti in ordinato riposo. Ne è passato di tempo, ne ho collezionata di fantascienza per sognare, ma che delusione questo presente, il mio futuro di allora che non ha rispettato le aspettative. Negli anni settanta il portale che doveva aprirci al futuro era l’anno 2000, poi tutti sappiamo cosa è successo con l’arrivo di questo anno pieno di zeri: assolutamente niente, per non dire peggio.

Inutile recriminare e polemizzare, ormai è andata così. Quando voglio rivolgere lo sguardo al sogno guardo questi libri e rivedo cieli pieni di stelle e di speranza, mondi colonizzati in galassie lontane, emigranti in fuga dalla Terra ormai morente, vecchie malattie debellate, nuovi morbi che giungono a falciare ancora l’umanità, mostri, inquinamenti, contaminazioni, civiltà extraterrestri più o meno buone, ma veramente questo futuro mi sembrava bello? Sembra lo stesso di adesso, solo che ora tutto si svolge sulla Terra invece che nello spazio. Comunque una pietra sopra ce l’ho messa tanti anni fa e quindi, dopo averci deposto sopra questi fiori, guardiamo altrove, ossia nel passato.

Voglio tornare a parlare del mio primo acquisto di libri di fantascienza, ignorando cosa fossero. Erano buttati dentro una scatola di cartone in un angolo di un negozio di libri usati, i colori e le figure delle copertine hanno subito attirato la mia attenzione e potendo permettermi la piccola spesa li ho subito acquistati. Ancora oggi quando li guardo e li rigiro tra le mani il senso di possesso è forte, sono una parte di me difficile da abbandonare, sono amici silenziosi che mi guardano dallo scaffale della libreria senza pretendere niente, ma strizzandomi l’occhio per ricordarmi che è una vita che stiamo insieme.
Erano sei Urania del 1961, quelli con la copertina rossa (chi se ne intende sa di cosa parlo) in ottime condizioni. Non conoscevo la collana, non conoscevo la fantascienza, non collezionavo libri, anche se ne avevo tanti altri, di altro genere, perché sono sempre stato un gran lettore.

Da quel giorno tutto è cambiato, la fantascienza è entrata prepotentemente nella mia vita e non mi ha più lasciato, ultimi tempi a parte. Da allora, quei libri li ho letti, collezionati, ricercati ovunque sulle bancarelle dell’usato di tutta la città, anche perché il mio interesse è sempre stato per la fantascienza che si comprava in edicola, ed in quegli anni c’erano tantissime collane da farmi impazzire, soprattutto perché ancora non potevo permettermi di comprarli tutti (alcuni anni fa ho stimato alla buona che dovrebbe trattarsi di oltre settemila libri).
Comunque negli anni mi son dato da fare e sono riuscito a riempire casa, tanto che non so più dove tenerli, considerando il fatto che sono andati ad aggiungersi a tutti gli altri libri relativi ai miei interessi più disparati che si sono succeduti negli anni.
Di fantascienza ne ho messi insieme circa tremila. Solo collezione? Eh no, me li sono anche letti tutti!

Evito di elencare tutti i generi di libri che ho comprato ma sono diverse migliaia, tanto per avere una idea di quante montagne di carta ho avuto in casa se li avessi tenuti tutti, e non ho citato il genere Fumetti che era abbastanza imponente: vedi Supereroi Marvel Corno anni ‘70 (Uomo Ragno, Devil, Thor, Fantastici Quattro), Topolino, Fumetti di guerra, Fumetti Hard, Fumetti Horror, Fumetti di Fantascienza, Corrierino dei Piccoli, etc. dei quali ormai non rimane traccia.
Non ho potuto tenere tutti i libri che ho avuto, con il tempo ho dovuto disfarmene…non avrei più avuto spazio libero in casa per vivere, ma hanno preso il volo solo quelli a cui ero meno affezionato (anche se quando ci ripenso mi viene il magone).
Nonostante tutto ho sempre la casa piena di libri, collocati in bella mostra sugli scaffali e non più ammucchiati in ogni dove, salvo una grossa parte di fantascienza che se ne sta in doppia fila dietro agli altri.

© Carlo Becattini