Sotto il maglioncino di Jeanne

2013

Jeanne era francese, voleva scoprire il mondo anzi tempo, forse per timore che il mondo scoprisse lei, quindi non faceva altro che scoprirsi, il che equivaleva a mostrarsi.
Io seguivo molto bene le sue lezioni private ed apprendevo cose che ancora non dovevo sapere.
Un po’ come quei ragazzi che hanno una sorella e riescono a carpire e capire il mondo femminile quando è ancora precluso alla maggioranza dei loro coetanei.
Ho colmato le mani con ogni curva del corpo di Jeanne come a lei piaceva ed anche a me, senza dubbio.
Era come una droga di cui non potevo fare a meno che mi faceva sentire immortale.
E’ così che sono diventato una divinità.
Come credete che possa aver conosciuto Atena?
Palpando il corpo della francesina ovviamente, e la cosa era reciproca e ricambiata.
Anche lei divenne divina e volle che la chiamassi Atena.
Semplice, no?
C’incontravamo tra gli olivi del suo giardino, facevamo cose da super eroi tanto da creare un terribile caos fra quelle piante contorte.
Lei era così disordinata!
La lancia infilata in un tronco, lo scudo abbandonato nell’erba, i sandali appesi ad un ramo, il peplo appeso alla lancia e l’elmo scagliato così lontano che camminammo delle ore per andare a riprenderlo.
Quella si che era fisicità, mica come con la vera Athena per la quale il corpo non aveva un ruolo ben definito ma era solo veicolo dei pensieri e dei desideri inespressi.
Cosa c’era di più bello dell’infilare le mani sotto il maglioncino portato a pelle da una ragazza accondiscendente?
Proprio niente!
Era bello e lo sarà sempre.
Niente cambia col passare del tempo.
Sempre significa sempre!
Ah le donne, le donne m’hanno dannato, volevo il loro cuore, volevo il loro amore, ma tutte m’han rinfacciato quel che da loro avevo imparato.

© Carlo Becattini

Mancanze

 

Dicembre 2017 col
Disegno personale – Dicembre – 2017 – Tecnica mista: inchiostro su carta, colore virtuale

(4 dicembre 2003 – n° 956)

Amiamo ricordare
ciò che non abbiamo più
ed è per questo
che ogni tanto moriamo.

© Carlo Becattini