L’assenza di Viola

2013

Il declino giunse inesorabile.
Quando s’imbocca una discesa molto ripida è difficile riuscire a non scivolare verso il basso.
Viola, odorava di giaggiolo e musica.
M’intratteneva suonando il suo ingombrante strumento, vibrando insieme a lui, abbracciata.
Le gambe aperte, statica, in attesa di un piacere che sarebbe arrivato col movimento convulso delle braccia e delle mani su quelle grosse corde tese.
Il suono del violoncello era graffiante, profondo, penetrante.
Scivolava a fior di pelle lasciando una traccia di brividi evidente.
Quel violoncello era il suo alter-ego, la sua femminilità, il suo corpo, la sua anima.
La forma di legno lucido, caldo, ricordava la sua schiena, la sua essenza di donna.
E così abbracciava la sua parte poetica come fosse un amante senza testa, carezzava quel corpo vuoto facendolo vibrare e tutto ciò che produceva giungeva dritto a colpire i miei sensi all’erta.
La guardavo in volto, rapita, gli occhi chiusi, la bocca delicata contratta in smorfie di piacere che potevano sembrare dolore.
Le stesse che faceva quando ci amavamo, le stesse che vidi sul suo volto quando se ne andò per sempre lasciandomi in pegno il suo corpo vuoto ed il violoncello.
Com’era tagliente il dolore che il ricordo di Viola scalzava dall’anima.

© Carlo Becattini

Madonna

2016-06-07 Childe Hassam - Divano sotto il portico
Childe Hassam – Divano sotto il portico

(5 marzo 2004 – n° 963)

Madonna adorata
che bella pensata
scrivervi in rima
di prima mattina.

I biondi capelli
i ricordi più belli
la fronte spaziosa
che mai più riposa.

Ricordo il sorriso
gli occhi ed il mento
l’animo intriso
senza tormento.

Madonna adorata
sembrate bambina
di sole colorata
in questa mattina.

Mi sento uovo
oppure gallina
un uomo nuovo
da sera a mattina.

© Carlo Becattini