Jeanne arrivò con la pioggia

2013

Parigi è sempre bella, ma sotto la pioggia di maggio lo era anche di più.
Passeggiavo in solitudine con niente da fare e la voglia di fare niente.
Quando alzai gli occhi al cielo, la ragazza che stava venendo giù era poco sopra la mia testa.
La pioggia di maggio aveva il potere di rendere belli, ma con le ragazze che cadevano dal cielo come la mettiamo?
Ovviamente la ragazza era un’aspirante suicida che si era appena gettata dalla finestra del piano soprastante, quindi non molto in alto.
Quando si ha intenzione di farla finita con la propria vita non si dovrebbe farsi prendere dalla disperazione.
Il minimo da fare sarebbe almeno accertarsi di cadere da molto più in alto.
Sarebbe anche opportuno verificare che il marciapiede sottostante sia libero dai passanti che potrebbero rimanere feriti o uccisi.
Trasformarsi da suicida in omicida è un attimo.
E poi, coinvolgere un estraneo non è carino.
Istintivamente allungai le braccia in avanti e la presi quasi in braccio.
Attutii il colpo ma finimmo entrambi per terra in un groviglio di arti scomposti. Miracolosamente nessuno si fece male, solo alcune escoriazioni e tanti lividi.
Sei un po’ troppo grossa per fare la goccia di pioggia, non ti sembra? dissi, mentre con una mano le porgevo il fazzoletto per tamponare la ferita che si era fatta alla spalla.
La ragazza aveva occhi da pazza, piangeva, rideva.
La sua disperazione era evidente.
Jeanne, questo il suo nome, era nata a Parigi, era stata lasciata dal suo ragazzo, uno di quegli amori giovanili che bruciano in un attimo come la paglia e fanno tanta luce, ma poi, quando tornano le tenebre sono incapaci di vedere oltre.
Sicuramente quello fu uno strano modo per conoscere una ragazza.
Non volle essere condotta da un medico ed accettò di seguirmi a casa mia che assomigliava sempre di più ad un rifugio, dove anche i “disadattati” potevano trovare riparo ed un po’ di affetto.
Tra di noi ci fu subito sintonia ed accettò di farsi curare nel corpo e nello spirito.
Quando si riprese, oltre alle forze riacquistò la capacità di andare avanti.
La lasciai libera di proseguire per la sua strada, giustamente, ma rimanemmo per sempre in contatto.

© Carlo Becattini

Amor cortese

 

2016-08-25 Joseph De Camp - The Guitar Player - 1908
Joseph De Camp – The Guitar Player – 1908

(9 marzo 2004 – n° 966)

Ancora oggi innanzi a voi,
servitore devoto, a declamar
bellezza e dolcezza
che dall’animo sprigionate,
inebriandomi come un sabba
estatico di gioia.
Madonna cara or dunque eccolo,
incalza il cavallo calcando lo zoccolo,
l’orma del ferro ben fissa sul suolo,
cos’io alla luce fioca del moccolo,
graffio sul foglio tracce eteree,
dell’amor cortese che per voi mi prese.

© Carlo Becattini