Sonia e il filo di lana

2013

A scuola conoscevo una ragazza di nome Sonia.
Era alta, magra, gambe lunghe, bionda con le trecce ai lati del capo, sgraziata come un cerbiatto, come tutti i cuccioli di ogni specie animale, compresi i più feroci.
Non molto tempo fa ripresi a pensare a lei ed al filo di lana.
Era così che chiamavamo un particolare giochino che facevamo insieme.
Vivemmo incredibili momenti di sessualità psicologica grazie a quell’esile filo di lana dall’anima pura e dal corpo labile.
Sonia, l’acerba ragazza dalla mente profonda, era matura e satura come un ordigno alla nitroglicerina, pronta ad esplodere alla minima sollecitazione.
Lei mi aveva insegnato i piaceri che si potevano ricavare dall’uso sapiente del filo di lana, ed ora che avevo imparato, il diligente scolaro aveva superato la bravura dell’insegnante.
Con quel pezzetto di filo potevo catturarla e con le parole portarla alla follia.
Sorrido al ricordo.
Quanto ci siamo ingenuamente divertiti con quella scenografia surrealisticamente intimista, oscillando tra il desiderio e la passione.
Poi accadde l’impensabile, il fragile filo di lana si sfibrò ed in fine si ruppe portandoci la rivelazione, al pari della cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre, in modo drastico e sconvolgente: il gioco era finito e noi con lui.
Sonia si assicurò l’oscurità della lontananza e dell’oblio.
Io la persi o forse fu l’opposto, non ha più importanza ormai, fatto sta che non ci trovammo più.
Se lo sapesse, la sua mamma, che siamo stati noi a disfare tutti i suoi gomitoli di lana!

© Carlo Becattini

Canzona

2016-05-26. Fausto Zonaro - Dopo il gioco - 1887
Fausto Zonaro – Dopo il gioco – 1887

(19 giugno 2004 – n° 969)

Canta la capra
canta il cavallo
canta la pecora insieme all’agnello

Canta l’usignolo
canta il fringuello
canta il pastore un bel ritornello

© Carlo Becattini