Parole in libertà

25 febbraio 2010

Che dirti, davanti a questo silenzio annunciato ho tanto da dire, ho niente da dire.
Potrei inviarti un altro messaggio, che tra l’altro è già pronto, ma sarebbe per pigrizia.
Potrei mettermi a scrivere una sorta di nota esplicativa sul mio racconto che è un po’ complesso e nasconde al suo interno tante cose, sia rilevabili che ignote perchè sono il solo a conoscerle. C’è una buona dose di fantasia ma anche tanta realtà che ho vissuto, ma forse non è una buona idea raccontarti questo, raccontarlo ora.
Potrei mandarti tante cose ma poi avrai bisogno di un segretario per tenerne le fila, forse potrebbe diventare un piacere oppure uno svago, un divertimento, il rilassamento dato da una voce amica che racconta favole.
Potrei farti la cronaca della settimana quasi conclusa ma sarebbe estremamente noiosa, la gioia del mattino a rotolarmi dentro la musica sparata nell’auto mentre vado al lavoro, il desiderio quasi morboso del ritorno a casa nel minor tempo possibile a fine giornata, il controllo della posta elettronica (non si sa mai), ci sarà qualcosa, non ci sarà, e poi la cena e la stanchezza che mi chiude gli occhi a metà film.
Potrei, potrei, potrei non essere in vena stasera di fare un soliloquio, potrei salutarti con l’affetto di sempre, con un bacio, un abbraccio, o un semplice buonanotte.
Potrei raccontarti di aver fatto un sogno, mi guardavi negli occhi, mi parlavi, mi sfioravi con affetto ed io, inerme, perduto tra le luci e le ombre del sottobosco, tra gli odori muschiati e legnosi, umidità e solitudine, ti guardavo negli occhi, ti parlavo, ero io! A dire la verità la scena era un po’ comica, sopra tutto quando parlavo, io che parlo, che follia!
Potrei dirti che sto ascoltando canzoni cariche di poesia, significanti, di quelle da incantatori di serpenti, potrrrei commincciare a sccrrivverre freggandommene dell’ooortograffia, op p op opp pu pu re oppure sc scriv scri scrive ee re scrivere cc o me ccome come un ba b a balb buzz zzien te balbuziente, questo mi fa venire in mente un romanzo che ho letto molto tempo fa dal titolo Fiori per Algernon di Daniel Keyes!
Potrei inventarmi di essere stato su Marte e di aver avuto una storia con una marziana, una storia avvincente e straordinaria che avrei prontamente inserito nell’autobiografia, poi l’avrei letta e riletta per provare il vuoto della sua mancanza, per desiderare il viaggio interplanetario. Potrei raccontarti di come persi il senno e di come me ne riappropriai, di come mi resi conto della mia follia, di come tornai sulla Terra, più saggio, più incosciente!
Potrei scriverti che mi sono fatto prendere la mano e sto scrivendo questa folle mail con i gomiti, con il naso e la lingua, che sto sbavando sulla tastiera tutte queste parole senza senso, ma sono parole in libertà, le lascio fluire e forse un senso ce l’hanno, ma solo l’inconscio lo sa.

© Carlo Becattini

Stella nera

2017-02-13. Pierre Puvis de Chavannes - Girl by the Sea
Pierre Puvis de Chavannes – Girl by the Sea

(8 febbraio 2006 – n° 978)

Stella spenta nel mio cielo,
implosa, hai ferito l’anima,
graffiato e dilaniato il cuore
privandomi del tuo calore.

Stella nera, primitivo amore,
i sensi che a te richiami
ancor sento nel mio candore,
eccitato e sconvolto: so che m’ami.

M’assale, sconvolge e trasfigura
l’intima personalità che tanto
conforto serba e dolcezza vera
spande nel mio mesto disincanto.

Tante le stelle implose nel cielo
come artigli a indurre dolore,
di pianto mi copre il suo velo,
sfoca, offusca il perduto amore.

© Carlo Becattini