L’amore estetico

19 novembre 2010

Ho perso la testa per un’attrice.
Questo non lo sapevi.
E’ successo un paio d’anni fa.
Appena se ne presentava l’occasione stavamo insieme ed accadeva almeno una volta alla settimana più qualche incontro di sfuggita, tanto per vederci.
Lei ha 21 anni meno di me ed è nata in febbraio, un giorno prima di me.
Quando si dice le coincidenze, anche lei nata sotto il segno dei pesci.
Si chiama Jennifer ed è nata in Texas.
Come attrice l’ho apprezzata subito ma solo in seguito ho scoperto che ha fatto anche la cantante, la doppiatrice e ancora dell’altro, sai com’è quel mondo, una volta che sei stato accettato puoi muoverti in tutte le direzioni e se ci sai fare, se sei brava e bella.
Ci siamo conosciuti una sera durante la prima di uno spettacolo dove mi ha subito affascinato col il suo sorriso, dolce, sincero, nel quale riuscivo a vedere la sua gioia di vivere.
Un corpo asciutto nei punti giusti e formoso negli altri, tanto per intendersi.
Sempre elegante, mai volgare, il bel collo lungo, il taglio degli occhi così particolare, i capelli portati lunghi, nell’insieme semplice ma raffinata in quella sua spontaneità a volte studiata.
Ma chi non è vanitosa almeno un po’, soprattutto se sei abituata a farti guardare, a ricercare l’apprezzamento del pubblico.
Che periodo bellissimo.
Quella pelle diafana, quei sorrisi, starei ore a guardarla.
Ma pensa te se a cinquant’anni suonati da un pezzo doveva succedermi anche questo.
Capitasse tutti i giorni sarebbe proprio una bella cosa per me che sono nato per amare le cose belle.
E’ stato un magnifico idillio, durato fino a quando lei si è un po’ lasciata andare ed è ingrassata in maniera un po’ eccessiva frantumando così uno dei requisiti essenziali della mia infatuazione, il sorriso non era più lo stesso, affogato in quelle guance gonfie, le movenze quasi impacciate e goffe.
Tutto è svanito in un attimo, non era più lei, ma io mi ero infatuato di un suo periodo ben preciso oltre il quale non c’era più quel desiderio primigenio così travolgente.
Certo, non era amore nel vero senso del termine ma un qualcosa che potrei definire come amore estetico.
Nemmeno così carnale come tu possa essere indotta a pensare, sai, la ragazza più giovane, etc. ma era il piacere dell’immagine, di vederla così com’era, di riuscire a leggerle dentro, di percepire la sua tenerezza, percepire la sua bellezza anche interiore ma allora, potresti chiedermi, come mai è finita?
Non lo so, proprio non lo so ma è così che ha funzionato.
Ancora oggi faccio fatica a rinunciare al suo ricordo e passo molto tempo su internet alla ricerca di sue foto, di immagini che la ritraggono così com’era quando c’incontrammo.
Cosa non darei per avere una sua immagine simile a quella del mio ricordo, così sfoglio centinaia di foto.
Ovviamente oggi tutto è finito tra di noi, però rimane il bel ricordo di quella immagine con lei che sorride, che riesce sempre ad intenerirmi il cuore.
Stasera mi andava di scherzare e di prendermi in giro ma tutto ciò è la naturale conclusione di riflessioni che ho fatto oggi mentre navigavo in internet in cerca della sua immagine.

© Carlo Becattini

Femminilità

2017-01-13 Zinaida Serebriakova - SefPortrait
Zinaida Evgen’evna Serebrjakova – Autoritratto – 1909

(13 febbraio 2006 – n° 980)

Mi piace la femminilità
e quel mondo fatto di creme,
profumi, trucchi per il viso,
forcine, spazzole,
lucido per le labbra, smalto per unghie,
e rimango incantato a guardarla
mentre è intenta a perfezionare
la propria bellezza.

Con il mento appoggiato sulle braccia
incrociate sul tavolo, la spio attento,
ogni suo movimento è per me armonia,
danza, poesia.
Il risultato finale lascia senza fiato
quando il suo sguardo mi trapassa
fino a raggiungere l’anima,
la parte più recondita che celo in me.

I suoi occhi paiono mandare bagliori
e sono pienamente cosciente
che quegli sguardi sono per me,
mi lascio trafiggere ed in essi mi perdo
per ritrovare la via della ragione,
solo l’attimo necessario a rendermi conto
che le labbra lucide mi parlano
e mi invitano ad una più intima conoscenza.

© Carlo Becattini