Cucinando

17 aprile 2011

Oggi ero intento a cucinare, anche se dirlo così mi pare riduttivo, visto che tutto il pacchetto cucina è partito dallo svuotamento della lavastoviglie e si è concluso con il suo riempimento a pranzo finito.
Ho fatto tutto con il sottofondo della musica che mi arrivava in modo intimista attraverso gli auricolari del lettore mp3.
Cucina e musica sono sempre una buona accoppiata.
Metto la musica ovunque ma in alcuni casi preferisco farne a meno.
Quando leggo ho bisogno di silenzio, anche se quando ero più giovane studiavo a suon di musica e mi serviva proprio per concentrarmi.
Mentre mettevo le stoviglie al loro posto avevo la mente libera, anzi liberata da ogni costrizione, la musica, le parole della canzone si snodavano nel loro modo abituale fino a quando hanno attirato la mia attenzione e ne ho preso coscienza nell’attimo in cui i miei pensieri liberi si sono scontrati con il senso di quelle parole.
Le parole erano di Ivano Fossati, un cantante che mi è compagno di vita fin da quando ha cominciato a cantare con i Delirium, all’inizio degli anni settanta. Siamo invecchiati insieme.
Ho continuato ad ascoltarlo per tutti questi anni ed ogni volta mi ha ricordato una ragazza che conoscevo e che… chissà che fine ha fatto!
I miei pensieri hanno sollevato domande da farle: ma in tutti questi anni gli sarà mai capitato di pensarmi, di ricordarmi anche per un attimo o associarmi ad una canzone che in un momento di malinconia l’avrà rapita e portata via?
Solo curiosità, pura curiosità indotta da una lieve vena nostalgica che mi ha annebbiato la ragione ascoltando tante canzoni e la loro magia di far rivivere ciò che è stato, ciò che non è più. Ma non era solo questo, c’era molto di più, un sentore particolare, strano, sovrannaturale, una nuova presa di coscienza, una diversa sfumatura del pensiero che ho colto al volo e mi ha spiazzato, ma non saprei bene cos’era.
Ancora la mente continua le proprie ricerche a mia insaputa, ancora la mente propone visioni nuove e nuove sensazioni. Cos’altro scoprirò di me? Cos’altro proverò?
La stessa sensazione giorni fa, davanti ad una bancarella di libri usati, davanti alla copertina di un libro che mi ha fatto “girare la testa” riportandomi indietro nel tempo quel tanto che basta perchè lo comprassi, quel tanto che basta per stringerlo tra le mani, per avere oggi una scheggia perduta di quel passato che vive ancora in me.
Ah pensieri, maledetti pensieri.

© Carlo Becattini

Ivano Fossati – Di tanto amore