Maggio mese delle rose

4 maggio 2010

E siamo già a maggio, mese dei monsoni, del caldo umido, delle pioggie torrenziali, del vento e della imprevedibilità … c’è il sole e ti devi spogliare perchè gli indumenti accuratamente scelti sono troppo pesanti … poco dopo fa freddo, piove e ti aspetti di vedere fiocchi di neve mentre, contrariamente ad un serpente, cerchi di rientrare nella tua vecchia pelle fatta di lana … Ti chiedi se imprecare servirà ancora o se anche in quella zona del cielo è mutato qualcosa … visioni apocalittiche alla Jeronimus Bosh mi velano gli occhi ma è soltanto stanchezza, di quella ruspante, di quella tipo: sono stato svegliato nel pieno della notte da lei che, persi orientamento ed equilibrio, faceva suo malgrado il tronco d’albero, per non dire la statua di pietra (o quella di sale per riandare a fatti biblici) per la mancanza del senso più importante che la faceva cadere ad libitum pur essendo sdraiata sul letto.
Poverina … e mi son improvvisato infermiere e l’ho aiutata per quanto possibile. E son’i sassolini negl’orecchi … dicevano al tempo di Dante … e si movano e tu perdi l’equilibrio, scriveva l’Alighieri in un canto della Commedia, quello che s’è perso, quello che non è arrivato ai giorni nostri … quello con cui aveva fatto un pirulino di carta per dare fastidio a Beatrice che passava per strada. Ogni volta che la vedeva gli rompeva le scatole importunandola e quel pirulino le si conficco nella lunga capigliatura … lo tolse con stizza e lo gettò in Arno. Ecco come l’è andata … e la parte in cui Dio perde l’equilibrio e cade giù dal Paradiso per colpa di quei sassolini che s’erano spostati nessuno l’ha mai letta.
Mi vien da pensare al Petrarca, al Boccaccio, a Bertoldo e Bertoldino sulle rive del Mugnone dove diversi secoli dopo giocheranno Carlo e Piero a fare i castori, costruendo dighe di sassi per ostruire il corso del torrente, poverini, non avevano niente di meglio da fare, anche se in questo caso qualche legame col Macchiavelli si potrebbe anche trovare a parte Freud e Jung. Ho sempre preferito quest’ultimo, l’ho sentito più vicino a me, più vero, più credibile del pansessualismo freudiano che ha avuto così larga eco in passato. I’m Your Man. Mi sento carico di Sense of non-sense, di idee allo stato prenatale, di pensieri, di bellezza, di visioni, di spazi interni da conquistare … e mi muovo in quel senso, esploratore alla Mungo Park, archeologo come Belzoni ossia a modo suo, ma anche avventuriero, ingegnere, Sansone della Patagonia … e la sua vita finì in diarrea. Sperando che la sorte arrida a migliori aspirazioni per stasera cesso (tanto per rimanere in tema) di scrivere bischerate (solo per chi lo crede) e cripticamente ti porgo i miei saluti… aspettando la liberazione!

© Carlo Becattini

Smarrimento

2017-02-24 Lucien Lévy-Dhurmer - La fantaisie orientale - 1921
 Lucien Lévy-Dhurmer – La fantaisie orientale – 1921

(22 febbraio 2006 – n° 994)

Sono incapace di esprimere
la grandezza del sentimento
che quotidianamente
mi fa sentire smarrito,
ma di fronte a tale bellezza
volteggio libero nell’immensità
del desiderio ricorrente.

© Carlo Becattini