Vorrei…

23 maggio 2010

Vorrei … vorrei …
vorrei … tutta la poesia del mondo per dire addio,
tutto il coraggio della paura per agire,
tutta la musica per soffrire in silenzio il martirio del vivere, vorrei …
vorrei …
vorrei … specchiarmi in acque cristalline per non far vedere il pianto che vorrei,
voltare le spalle alla vita che è solo arrivismo e sopruso … è noto, la natura affascina ma è perversa e crudele, mera sopravvivenza …
vorrei l’oblio, dimenticare me stesso, dimenticare tutto il mondo … invece invoco anatemi, ammasso tempeste senza distinzione tra l’eleganza del volo di un uccello ed il sibilo del sasso scagliato … sarò il primo a scagliare la pietra perchè posso.
Vorrei vedere quel sangue nemico scorrere, fuggire con la vita … vederli allontanarsi per mano come in un film muto e farmi prendere dal sentimento, commuovermi del lieto fine.
Vorrei … vorrei … avere ancora la forza per desiderare il profumo del fiore, il tempo per contemplare un pezzo di terra, un prato, un filo d’erba, un insetto e la sua vita inutile … riflettere su tutto questo per arrivare alla solita conclusione dell’indifferenza tra l’insetto e me … la non differenza tra esseri viventi.
Vorrei … vorrei … che tutto questo fosse uno scherzo, un sogno, un incubo per svegliarmi di soprassalto e dire tra me e me, una volta ripreso fiato: meno male, sembrava che fossi nato per davvero.
Oh, si che vorrei … un corpo da stringere per amarlo o usargli violenza, per sentirmi vivo … vorrei una bocca sconosciuta da baciare per provare sensazioni perdute … vorrei abbandonare tutta la fisicità del caso, liberarmi del corpo, staccarmi dall’umanità, dalla mia condizione corruttibile ed elevarmi sopra a tutti, andarme senza rimpianto, senza nessuno da salutare … siamo soli e non l’abbiamo chiesto … siamo soli e non siamo capaci di fare niente che ci aiuti.
Vorrei … vorrei … aver la voce profonda e tanta musicalità da cantar storie per far sognare, vorrei … aver i capelli lunghi, lisci, che mi scendono sulle spalle per sentirli svolazzare nel vento, il volto da uomo, lo sguardo da duro … invece di questo cuore da bambino, di questo volto pulito, di questo sguardo da buono che mi si vede dentro tutto il bene del mondo, tutto il terrore del mondo.
Vorrei … vorrei … vorrei … andare via, infilarmi negl’interstizio tra il pianto ed il sorriso e da li spiare chiunque passi vicino, sorridendo tra me e me per la mia invisibilità, per la mia nuova condizione d’apparenza, per la non appartenenza … questo vorrei … e sussurrerei nelle orecchie dei passanti il mio amore sconfinato.

© Carlo Becattini

Ballo lento

Couple
Egon Schiele – Coppia

(24 febbraio 2006 – n° 995)

Addosso all’improvviso
piombano allarmando
buio e sensualità,
mi guardo attorno
mi sento ridicolo,
il ballo è lento e
nessuno mi nota.

Sul mio corpo lei
ha posato le mani
non posso fuggire,
ha cinto le braccia
non posso scappare.
A me la stringo
la tengo per la vita.

Mi sfiorano i sensi
i suoi capelli e il volto,
la musica è complice
ci stringiamo addosso,
ma il seno che ci separa
mi attrae e inganna,
siamo soli coi sogni
nella sala gremita.

Se i desideri avessero voce
non potremmo sentire
la musica e muoverci
al ritmo lento e sensuale
che ci fa ondeggiare
i fianchi con movimenti
rotatori ed oscillanti.

Con passione usiamo
il linguaggio del corpo
fatto di sensi e di tatto,
contatto e abbandono.
Ogni nostra particella
atomo, cellula, si cerca,
e trovandosi si quieta.

Viviamo i nostri corpi
ed in essi scordiamo
la realtà ed il mondo
perdendo orizzonte
meta e orientamento.

© Carlo Becattini