Su con la vita

19 maggio 2010

Stanco, stufo, stressato, deluso, amareggiato, triste, perso, spaesato, impaurito, usato, forzato, costretto, arrabbiato, incazzato, odioso, cattivo, distruttivo … maledetto maggio, maledetto 2010, maledetto tutto quanto, una volta in una poesia invocavo la venuta della bomba con la B maiuscola, la risoluzione drastica che libera il mondo e che ci libera da tutti i mali.
Mi sono venuto a noia a forza d’imprecare da mattina a sera, a forza di cercare di convincermi del futuro che mi hanno riservato, un futuro non scelto, non mio, che non amo, che non voglio, che non ho chiesto.
Un lavoro a quanto pare, il mio lavoro, che odio, che non mi interessa, che non mi è mai interessato, solo sopravvivenza, abitudine, routine velenosa, fare questo od altro non importa, purchè la scelta sia mia, anche se forzata dalle necessità.
Ma ora la scelta non è mia e tutti quanti hanno già assunto la forma della pecora, belanti, a quattro zampe, pronti a riceverlo nel didietro ed a ringraziare pure i loro benefattori.
Sono l’unico fuori dal coro, come sempre!
L’unico che riesce a guardarsi intorno, che si fa carico di tutti i mali del mondo, l’unico che ha avuto il coraggio di esprimere il proprio parere sulla valutazione di tutte le scelte possibili, soffermandomi ad accarezzare la più improbabile, subito additato, compatito, di me rimarrà solo un nome dentro quelle teste … di cazzo! ed anche questo pensiero mi disturba.
Vorrei strangolarli uno ad uno con le mie mani e più volte per tutto il tempo che abbiamo trascorso assieme a preoccuparci del lavoro come se ne andasse della nostra stessa vita, quando invece se ne dovrà andare il nostro corpo, in un’altra ditta, in un’altro luogo, con altre persone sconosciute, ricominciare da capo con l’abc, ricominciare da zero, con uno stipendio ridotto, senza ferie, con la rabbia che mi acceca, che mi stringe le tempie nella sua morsa, costringendomi a chiudere gli occhi per assaporare maggiormente quel profondo mal di testa che mi affligge fino al momento di andare a letto.
Poche ore di sonno ed il giorno che segue è ancora peggio.
Vorrei urlare, riuscire a sfogarmi in qualche maniera, invece di tenermi questo macigno che mi opprime il petto e mi toglie il fiato, invece di coltivare questa ansia che mi priva di tutto.
Accecato da tutta questa merda, incapace di ragionamenti lucidi, voglio abbandonare la razionalità e dare sfogo alla mia personalità sempre contro, sempre al di fuori da tutto e tutti.
Se c’è uno schema, non mi trovi.
Non m’interessa il denaro, non sono avido, non mi è mai interessato e tutt’ora, che dovrei almeno fare due conti, non mi riesce, non m’importa, voglio solo scomparire da tutto questo, voglio tranquillità e serenità, voglio ritrovare me stesso, voglio almeno una motivazione sulla vita, almeno mezza, almeno un’idea, perchè la vita non è bella, assolutamente per niente.
Ecco, sto esaurendomi, non so cosa ho scritto fino ad ora, ma volevo dirti di non aprire questa porta, ma adesso è troppo tardi. Che dirti ormai, sono inerme a riprendere fiato, a fare lunghi respiri per calmare Mr.Hyde, sono stanco, vado a dormire.

© Carlo Becattini

La notte

2016-05-08 Edvard Munch - Moonlight - 1893
Edvard Munch – Moonlight – 1893

(27 febbraio 2006 – n° 998)

Latrati di cani nel buio della notte,
corrono le gambe per la strada,
solo i passi nel silenzio orribile,
ritmo ossessivo, pulsa il cuore,
sguardi lanciati oltre le spalle,
non vedo nessuno ma non mi fido,
sosto e riprendo fiato …
riparto a lunghe falcate, agile.

Fioca è la luce,
roca la voce,
mi ferma e chiede
se voglio vedere
la merce proibita,
se voglio comprare
la roba nascosta
che mi farà stare …
così assicura senza mentire
… stare fuori dal corpo
per un giorno, un mese,
un anno intero e chissà
se poi vorrò tornare.

Luna rischiara la notte e il buio,
fammi fuggire via lontano e lontano,
veloce e leggiadro come una gazzella,
nascondimi alla tentazione e
al tocco corrosivo della sua mano,
la lama tagliente e la sua mente,
ansimare non costa niente,
porta piacere ansimare per niente.

© Carlo Becattini