Teorizzando

2016-02-05. Knut Ekwall - Il pescatore e la sirena
Knut Ekwall – Il pescatore e la sirena

(9 giugno 1982 – n° 638)

Ho venduto la mia anima
per un momento d’amore
fingendolo una vita felice,
quando il mio momento non era amore
e la mia vita non era felice,
quando d’amore
non ho avuto un momento,
quant’è felice
il ricordo che non c’ero.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

La tua voce

2016-01-29. James Tissot - A passing storm - 1876
 James Tissot – A passing storm – 1876

(4 giugno 1982 – n° 637)

Ci siamo parlati sicuri di noi,
ognuno certo nella propria certezza,
ma che tutto è relativo ce lo siamo scordati,
così, ho sperato di vederti in serata.

Tesa, mi giungeva la tua voce
che mi parlava dei tuoi progetti,
poi, quando ci siamo resi conto
delle avverse situazioni,
ho provato delusione,
la stessa che ho sentito nascere in te
mentre ti ascoltavo, mentre tacevo.

In un istante un caos di sensazioni:
disperazione, amarezza, delusione,
tristezza, rabbia,

unica felicità parlarti,
averti vicina anche se lontana.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Temporale

 

2016-06-11. Ulpiano Checa - Horseman of the Apocalypse
Ulpiano Checa – Horseman of the Apocalypse

(4 giugno 1982 – n° 636)

Per tutto il pomeriggio
ho udito tuonare in lontananza
prima che il cielo si offuscasse
con nere nubi messaggere
di temporali primaverili.

Non ho pensato che quei tuoni
potessero parlarmi di noi,
di stasera, di domani …

però avevano ragione
ed ora sono qui alla finestra
che annuso la vita degli altri
mentre le prime gocce di pioggia
si confondono con le mie.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Perché

2016-06-15 Adolfo De Carolis - Mater matuta o Aurora
Adolfo De Carolis – Mater matuta o Aurora

(4 giugno 1982 – n° 635)

Perché, perché, perché …

e così mi sono rimesso a fumare
ora che avevo deciso di smettere,
ora che ero riuscito a smettere,
ora che il fumo mi brucia in gola,
ora che non ci sei,
ora che non so quando ti rivedrò,
ora che abbiamo sprecato dei giorni fatti apposta per noi,
giorni che attendevano soltanto di essere vissuti,
giorni che non vivrò.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Non lo ascoltare

2016-08-25. Gritsay Aleksey - On the veranda - 1958
Gritsay Aleksey – On the veranda – 1958

(1 giugno 1982 – n° 633)

Non mi basta la tua amicizia
anche se è la più bella che abbia mai avuto,
la più sincera.

Stare insieme per il piacere di stare insieme.

Non mi basta la tua amicizia
voglio di più.

Non lo ascoltare, tutto potrebbe finire un giorno,
ma potrebbe anche durare.

Non lo ascoltare, sta tentandoti,
non ti fidare di lui,
non è bello come si mostra,
lascialo stare.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Abbandono

2016-08-20 Arnold Böcklin - Castle ruins with two orbiting eagles - 1886
Arnold Böcklin – Castle ruins with two orbiting eagles – 1886

(30 maggio 1982 – n° 632)

Per la prima volta mi sono sentito
nuovamente solo.

Senza nessuna forza per reagire
mi sono adagiato.

Sono affogato nelle note musicali
di un tema che non prometteva niente di buono.

Così sono rimasto senza parole
senza espressione.

Mi sono ritrovato nelle scarpe,
lentamente sono sfiorito in me stesso
e le mie vesti sono rimaste vuote,
poveri stracci, nel corridoio di una casa
di un amico.

Mi sento inutile
non sono niente
non ho nessuno.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Matrice

2017-02-08 Umberto Boccioni - La città che sale - 1910
Umberto Boccioni – La città che sale – 1910

(28 maggio 1982 – n° 631)

+egi(ic-ta)-egr(ac-tr)+egi(aa-ir)
-ent(ic-ta)+enr(mc-tl)-eni(ma-il)
+eat(ac-tr)-eai(mc-tl)-eai(mr-al)
-eft(aa-ir)+efi(ma-il)-efr(mr-al)

-chi(ic-ta)+chr(ac-tr)-chi(aa-ir)
+cna(ac-ta)-cnr(oc-to)+cni(oa-io)
caa(ac-tr)+cai(oc-to)-cai(or-ao)
+cfa(aa-ir)-cfi(oa-io)+cfr(or-ao)

+lht(ic-ta)-lhr(mc-tl)+lhi(ma-il)
-lga(ic-ta)+lgr(oc-to)-lgi(oa-io)
+laa(mc-tl)-lat(oc-to)+lai(ol-mo)
-lfa(ma-il)+lft(oa-io)-lfr(ol-mo)

-oht(ac-tr)+ohi(mc-tl)-ohi(mr-al)
+oga(ac-tr)-ogi(oc-to)+ogi(or-ao)
-ona(mc-tl)+ont(oc-to)-oni(ol-mo)
+ofa(mr-al)-oft(or-ao)+ofi(ol-mo)

+dht(aa-ir)-dhi(ma-il)+dhr(mr-al)
-dga(aa-ir)+dgi(oa-io)-dgr(or-ao)
+dna(ma-il)-dnt(oa-io)+dnr(ol-mo)
-daa(mr-al)+dat(or-ao)+dai(ol-mo)

Se ti guardi allo specchio
se risolvi matrici
se fai determinanti
se conosci i minori
allora inverti tutto e risolvi
otterrai una matrice cinque per cinque
così saprai.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Leonard (e io)

Quadrato nero - Kazimir Severinovič Malevič - Tretyakov Gallery, Moscow, Pubblico dominio
Quadrato nero – Kazimir Severinovič Malevič – Tretyakov Gallery, Moscow, Pubblico dominio

Post in: Italiano – Français – English

Interrompo il flusso cronologico delle poesie per inserirne una delle più recenti nata sull’onda emotiva dell’ascolto dell’ultimo e bellissimo disco (purtroppo postumo) di Leonard Cohen.

(23 novembre 2019)

Fatti abbracciare
non ho mai abbracciato nessuno
ma non è vero
stringersi all’anima è cosa reale
dove sei adesso Leonard?
cullami ancora
nel freddo di questa notte ancestrale
gli occhi lucidi
agitazione anomala in petto
solo adesso che sei così luminoso
non ti vedo più
saremo oltre insieme
almeno l’attimo si salva
e cola il rimpianto ombre scure
su tramonti di velluto
mentre forte è il desiderio distruttivo
… sai Leonard, prima o poi lo farò
una mano in aria
palmo aperto
il braccio che pulisce
come in un saluto alla lontananza
prima del crollo
fogli incendiari
parole accartocciate
inquisitore di me stesso
giudice e condannato
… infine riposerò la pace
che alla morte conduce
la sua mano di velluto sulla schiena
quel brivido innominabile
che ogni giorno mi rende l’amante
a cui abbandonarsi con orrore,
con dolcezza, infine amore
… perchè è così, vero Leonard?
si danza per tutta la vita
con la nostra voce interiore
che cambia e ci cambia
ma infine si muore
banalmente ci si lascia andare
non prima d’aver pulito le stanze
riordinato i cassetti
e le idee
poi lei ci coglierà
scivolando sulla buccia di banana
sempre troppo tardi
e saremo pronti a dire addio.
E’ questo il momento
caro Leonard
devo andare
la scopa in mano
il secchio nell’altra
ancora un saluto
fatti abbracciare
che non ho mai abbracciato nessuno
per l’ultima volta.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Version Français
Le mérite de la traduction revient à Google Traduction pour le meilleur ou pour le pire.

J’interromps le flux chronologique des poèmes pour y insérer l’un des plus récents nés de la vague émotionnelle d’écoute du dernier et magnifique disque (malheureusement posthume) de Leonard Cohen.

(23 novembre 2019)

Se faire embrasser
Je n’ai jamais embrassé personne
mais ce n’est pas vrai
s’accrocher à l’âme est réel
où es-tu maintenant Leonard?
me berce à nouveau
dans le froid de cette nuit ancestrale
yeux brillants
agitation anormale dans la poitrine
seulement maintenant que vous êtes si brillant
Je ne te vois plus
nous serons ensemble
au moins le moment est enregistré
et jette les regrets des ombres sombres
couchers de soleil en velours
tandis que le désir destructeur est fort
… tu connais Leonard, tôt ou tard je le ferai
une main en l’air
paume ouverte
le bras qui nettoie
comme dans une salutation au loin
avant l’effondrement
feuilles incendiaires
mots froissés
inquisiteur de moi-même
juge et condamné
… enfin je vais reposer la paix
qu’à la mort mène
sa main de velours sur son dos
ce frisson inavouable
que chaque jour me rend amoureux
à qui s’abandonner avec horreur,
avec douceur, enfin l’amour
… pourquoi est-ce vrai, vrai Leonard?
tu danses pour la vie
avec notre voix intérieure
cela change et nous change
mais finalement nous mourons
trivialement vous vous laissez aller
pas avant d’avoir nettoyé les chambres
réarrangé les tiroirs
et des idées
alors elle nous attrapera
glisser sur la peau de banane
toujours trop tard
et nous serons prêts à dire au revoir.
C’est le moment
cher Leonard
Je dois partir
le balai à la main
le seau dans l’autre
toujours une salutation
fait pour embrasser
que je n’ai jamais embrassé personne
pour la dernière fois.

© Carlo Becattini
Tous droits réservés

English version
The merit of the translation goes to Google Translate for better or for worse.

I interrupt the chronological flow of the poems to insert one of the most recent ones born on the emotional wave of listening to the last and beautiful (unfortunately posthumous) record by Leonard Cohen.

(November 23, 2019)

Get hugged
I never hugged anyone
But it’s not true
clinging to the soul is real
where are you now Leonard?
rock me again
in the cold of this ancestral night
shiny eyes
abnormal agitation in the chest
only now that you are so bright
I do not see you anymore
we will be together
at least the moment is saved
and casts the regret dark shadows
on velvet sunsets
while the destructive desire is strong
… you know Leonard, sooner or later I’ll do it
a hand in the air
open palm
the arm that cleans
as in a greeting to the distance
before the collapse
incendiary sheets
crumpled words
inquisitor of myself
judge and convicted
… finally I will rest peace
that at death leads
his velvet hand on his back
that unmentionable thrill
that every day makes me the lover
to which to abandon oneself with horror,
with sweetness, finally love
… why is it so, true Leonard?
you dance for life
with our inner voice
that changes and changes us
but finally we die
trivially you let yourself go
not before having cleaned the rooms
rearranged the drawers
and ideas
then she will catch us
slipping on the banana peel
always too late
and we will be ready to say goodbye.
This is the moment
dear Leonard
I have to go
the broom in hand
the bucket in the other
still a greeting
made to embrace
that I never hugged anyone
for the last time.

© Carlo Becattini
All rights reserved