Partenza

2016-04-15 Eilif Peterssen (1852-1928), Nocturne
Eilif Peterssen (1852-1928) – Nocturne

(5 gennaio 1981 – n° 519)

Abbandonarci al debole pianto
con sommesso lacrimare,
salutarci faceva proprio male
tra le nostre braccia intrecciate,
ricamate d’addio e incredulità.

Il treno era pronto,
il tempo: passato,
e noi vivevamo quell’assurdo
momento di presente
guardandoci muti.

Il bacio, l’abbandono
di commozione velato,
portarci dietro il grande vuoto:
la tua partenza,
la nostra solitudine.

Nel ricordo degli occhi lucidi
vedevo tutto il dispiacere,
tornando a casa spento e perso
di dolore interiore dipinto.

© Carlo Becattini
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La vita è una canzone

2015-02-08 Róbert Berény - Woman Playing the Cello
Róbert Berény – Woman Playing the Cello

(23 dicembre 1980 – n° 518)

Siamo i figli della musica,
quelli che si alzano al mattino
ed accendono la radio,
quelli che non possono
fare a meno della musica.

Cadiamo dalle nuvole
in questo crudo mondo,
dove andiamo non sappiamo
ma la musica è sempre con noi.

Cavalchiamo le onde radio
come fossero destrieri,
ci scansiamo, le assorbiamo.

Amiamo la musica:
nostra madre e sorella.
La sera ci assopiamo
cullati dalle note,
non possiamo vivere
senza nostra madre.

Ci appartiamo nelle nostre stanze
e godiamo dell’ebbrezza di parole
affogate nelle note della vita.

La vita è una canzone,
noi ne siamo le note,
i suoi testi, il suo ritmo.

Siamo figli della musica,
viviamo per lei
come lei vive per noi.

© Carlo Becattini
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L’importanza dei numeri

2015-11-29_a John William Waterhouse - The Magic Circle
John William Waterhouse – The Magic Circle

(20 dicembre 1980 – n° 517)

Vorrei dirti che ti amo,
vorrei dirtelo gridando
in un giorno di dicembre
e che sia proprio il ventitrè.

Ma qui tu non ci sei,
ti vedrò solo il ventisei,
poi insieme a tanta altra gente
ce ne andremo il ventisette.

Vorrei darti i miei regali
in un giorno di dicembre,
vorrei che fosse il ventitrè
ma potrò farlo solo il ventisei.

Vorrei averti qui, adesso,
ora, ieri e anche domani
ma ti avrò solo il ventisei.

Perché, dimmi perché
solamente il ventisei
e non può essere adesso
e nemmeno il ventitrè?

© Carlo Becattini
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Speranza

2015-12-08_b Apollinary Mikhajlovich Vasnetsov - Elegia - 1893
Apollinary Mikhajlovich Vasnetsov – Elegia – 1893

(30 novembre 1980 – n° 516)

Come l’aria dopo un cataclisma
preclude il ritorno alla barbarie,
così mi sento spossato,
privo di volontà,
solo,
inerme di fronte alla vita.

Sono qui,
sulla cima del monte
ad attendere la morte.

Spero nel domani,
che sia migliore di ieri
e mi trovo nel presente
senza nulla da raccontare.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Nel dubbio

 

2015-09-05 Paul Delvaux - Nuit sur la Mer - 1976
Paul Delvaux – Nuit sur la Mer – 1976

(26 novembre 1980 – n° 512)

Occasioni,
modelli di confronto,
che vita è questa
non so.

Prima che sia tardi,
prima del cambiamento,
prima della scelta:
la presa di coscienza.

Che vita avrò
non so.

Difficoltà,
assurdità,
tutte le bramo,
anche l’aiuto
in questa dualità.

Felicità,
nessun dubbio sulle facoltà,
tutto va bene,
tutto potrebbe andare meglio
ma in fondo non è questo
ciò che voglio.

Potrebbe essere migliore,
è la mia vita,
voglio scelta,
libertà di azione e di pensiero.

Il destino deve essere mio
perché voluto,
e non del destino
perché privo di volontà
e possibilità d’intervento.

© Carlo Becattini
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Macerie

2015-04-12 Ferdinand Hodler - La Notte - Die Nacht
Ferdinand Hodler – La Notte – Die Nacht

(25 novembre 1980 – n° 510)

Grande la tristezza,
grande l’amarezza,
parole inutili,
del dolore la marea,
indifese anime,
perdute.

La perdita si scioglie in pianto
più per la causa che per l’effetto,
negli occhi dolore,
terrore nello sguardo,
agli incroci la morte osserva curiosa,
di prede desiderosa.

Inermi,
impotenti,
a niente varrà il soccorso,
la solidarietà,
il dolore è in noi,
noi siamo il dolore,
inocenti le anime adesso libere.

Perduti nel dolore,
piccoli nella tragedia,
l’incomprensione spadroneggia,
non siamo niente,
viviamo,
sopravviviamo,
ci aggrappiamo a quel che resta
sullo spettro del passato.

Risorgeremo?

© Carlo Becattini
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