Aleatoria

Sezione di maniglia in ottone

25 gennaio 2019

Creato tutto,
assolto ogni,
l’incomprensione
è un belato di pecora,
il salto di un montone,
la paura dell’agnellino,
nel mentre l’agnelletto canta
saltando di palo in frasca,
il fiasco si spoglia
per farsi bottiglia,
gli oggetti non hanno
problemi di sesso
ma sul comodino dorme
la dentiera di un panino,
la frutta marcisce nel frullatore,
è incazzata,
non vuole essere mescolata,
ma mantenere la propria identità,
il miele cola lungo le tue scapole,
nell’incavo della schiena
si forma un lago dolciastro
poco prima del monte culo,
e poi giù,
lungo i fianchi torrenti di lava
collosa
che la lingua raccoglie,
tra la passione ed il solletico,
così tutto è creato,
così ognuno è assolto,
siamo tutti beati,
e nell’attesa della santità
ci abbracciamo,
nell’errore di un attimo
che ci sconvolgerà.
La mano si materializzò dal nulla,
offriva coni gelato da leccare
come falli dell’orgia o,
a seconda delle tendenze,
orchidee vulvari zuccherine,
anch’esse da leccare.
Come nella vita,
tutto ebbe termine
nel gran lecchìo globale
del mondo materiale,
dove non c’è morale,
dove non c’è rimedio,
dove tutto è aleatorio
e fine a se stesso,
perché, come dice il proverbio:
se ce l’hai lungo e fino
te lo puoi ficcare anche nel culo
senza dover incolpare nessuno.

© Carlo Becattini